CRIMINALITÀ FEMMINILE: l’altra faccia della medaglia

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Dott.ssa Anna Di Matteo – Psicologa

Perché le donne delinquono meno degli uomini?

Per spiegare questo fenomeno sono state formulate varie ipotesi. Prima dell’emancipazione femminile la posizione subordinata in cui viveva la donna, la presunzione di una sua inferiorità bio-psichica, portava a ritenere il sesso femminile come naturalmente incapace di condotte criminali.

Nei casi rari che vedevano una donna come autrice di reato, la spiegazione era affidata alla presenza di una qualche patologia, a un’alterazione della personalità, o a una tendenza “mascolina”.

La caratteristica ricorrente nella vita delle donne criminali è la presenza di avvenimenti traumatici occorsi nel periodo infantile e adolescenziale. Queste esperienze traumatizzanti subite dalla donna quando era piccola possono crescere insieme ai suoi sentimenti di bassa autostima, sentimento d’inadeguatezza, di dubbio di se stessi e di mancanza di fiducia creando in lei una visione distorta della vita. Relazioni disfunzionali all’interno della famiglia d’origine, caratterizzate da abbandono, trascuratezza o maltrattamento, inducono con molta probabilità alla genesi di altrettanti comportamenti antisociali e atteggiamenti disadattivi in età matura.

Il pregiudizio sociale porta spesso a ignorare la figura maschile, nel ruolo di vittima, anche se nella maggior parte dei casi le vittime sono donne.

Negli ultimi tempi si avverte che qualcosa sta cambiando dal punto di vista della percezione della violenza delle donne sugli uomini. Emergono sempre più spesso casi di cronaca che testimoniano la violenza delle donne, ma l’uomo è più restio della donna a denunciare casi di violenza.

L’uomo può essere una vittima come una donna, e per questo motivo deve essere tutelato ugualmente e incoraggiato a denunciare perché tutte le vittime di violenza hanno bisogno di un’assistenza particolare gestita da più professionisti che insieme operano in un’ottica multidisciplinare.

Il numero dei casi degli uomini che subiscono violenza e che la denunciano appare ancora molto esiguo,  molti uomini subiscono in silenzio quelle stesse vessazioni fisiche e psicologiche che siamo abituati a veder compiere sulle donne.

Alcuni minimizzano il problema perché ragionano come gli appartenenti a una società patriarcale in cui è previsto che siano gli uomini i carnefici e le donne le vittime. Dietro l’incapacità di denunciare vi è anche il timore di non essere creduti proprio perché la maggior parte delle persone non considera il problema con la serietà dovuta.

Sono necessari, quindi, ulteriori studi per chiarire i meccanismi attraverso cui si perpetra la violenza al maschile affinché possano essere individuati strumenti per contrastare tale fenomeno che diventino di uso comune.

Dott.ssa Anna Di Matteo – Psicologa

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Questo articolo ha un commento

  1. Ale

    Articolo molto ben articolato. Permette di avere diversi punti di vista e angolazioni differenti per riflettere su un tema così delicato e che non deve lasciarci indifferenti. Mai dimenticare che si tratta delle due facce di una stessa medaglia, la violenza di genere non è mai sempre e solo a senso unico.

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