I DISTURBI DI COORDINAZIONE MOTORIA (DCM)

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Dott.ssa Martina De Donno – Psicologa

Oggi giorno, grazie alla ricerca e alla sensibilizzazione da parte degli enti, dell’università e della scuola, siamo ormai tutti a conoscenza dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Abbiamo imparato a conoscerli, a dare un nome specifico alle singole difficoltà e/o disturbo, abbiamo capito quali sono le strategie più efficienti e più inerenti per un trattamento, abbiamo imparato a conoscere tutti gli strumenti compensativi finalizzati per il processamento di un buon apprendimento. Ma oltre all’importanza posta a questi specifici disturbi dell’apprendimento, sarebbe altrettanto importante capire e conoscere per bene cosa siano i disturbi di coordinazione motoria. Partiamo dal presupposto che i disturbi della coordinazione motoria sono fortemente collegati con i disturbi specifici dell’apprendimento.

Si definisce il disturbo di coordinazione motoria un disturbo evolutivo caratterizzato da una compromissione nelle abilità grosso motorie e nella motricità fine.

Quando facciamo riferimento alle abilità grosso-motorie, facciamo riferimento alla conoscenza di come e quando ad esempio il bambino abbia iniziato a gattonare, a camminare, a correre e a star seduto. Infatti, molti di essi possono presentare ritardi nel raggiungimento delle tappe di sviluppo motorio, quali il controllo posturale, il cammino autonomo e il comportamento esplorativo (Schloerb, 2005).

Le abilità fino-motorie corrispondono a come effettuiamo piccoli e specifici movimenti controllati: ad esempio quando scriviamo o coloriamo, quando utilizziamo una forchetta per poter mangiare, quando parliamo o allacciamo le scarpe.

Il disturbo di coordinazione motoria non è in nessun modo un disturbo unitario, i profili differiscono da bambino a bambino. Come già detto, i deficit possono riguardare sia le competenze grosso-motorie che fino-motorie, ma a queste si possono associare anche problematiche di carattere visuo-costruttive e cognitive.

È altrettanto importante riconoscere che tendenzialmente i bambini con DCD possono avere un deficit nella rappresentazione interna del proprio corpo con conseguente difficoltà di controllo motorio e di apprendimento di nuovi movimenti. Per esempio, questi bambini impiegheranno un tempo lunghissimo per mettere in atto un’azione estremamente facile.

Le caratteristiche tipiche e comuni di un bambino con DCD fanno sì che il soggetto si presenti goffo e impacciato, in ritardo con lo sviluppo di alcune capacità motorie (es. andare in bicicletta), incapace di mantenere l’equilibrio o l’uso coordinato di più parti del corpo.

Di conseguenza, a livello comportamentale ed emotivo, avendo alla base queste difficoltà motorie, i soggetti con DCD possono mostrarsi disinteressati o evitano in ogni modo situazioni che richiedono un particolare sforzo fisico, ciò porta inevitabilmente il bambino ad avere una scarsa autostima di se stesso, una forte frustrazione e ansia che lo inducono ad evitare anche la socializzazione con i suoi coetanei. Oltretutto, questi soggetti possono incontrare difficoltà a imparare e gestire la pianificazione, organizzazione e esecuzione dei movimenti e hanno notevoli difficoltà ad apprendere e acquisire nuove capacità motorie.

Inoltre, è ormai acclamata l’esistenza di una relazione tra lo sviluppo delle abilità motorie e cognitive, di fatto queste condividono le stesse aree e strutture nel cervello (Diamond, 2000). Ad esempio il cervelletto è coinvolto, nello stesso tempo, a determinare sia funzioni cognitive che motorie, come lo stesso ruolo, di tale importanza, lo si deve alla corteccia pre-frontale. La disfunzione di tali strutture celebrali, porta inevitabilmente lo sviluppo di problemi sia di carattere motorio e sia di carattere cognitivo coinvolgendo, di conseguenza, gli apprendimenti (lettura, scrittura, calcolo, comprensione).

Quanto descritto, ci porta a capire quanto sia importante lo sviluppo psicomotorio di ogni bambino. Perché, tali difficoltà possono essere un campanello di allarme, che se trattati dagli esordi possono inevitabilmente portare un netto miglioramento, che inficerà non solo nello sviluppo psicomotorio ma anche e soprattutto negli apprendimenti futuri.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Diamond, A. (2000). Close interrelation of motor development and cognitive development and of the cerebellum and prefrontal cortex. Child Development, 71,44–56.
  • Poletti, M. (2009). Comorbidità psicopatologica nel Disturbo di Sviluppo della Coordinazione Motoria. Giornale di Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva, 29, 154-163.
  • Schloerb, A.P. (2005). The impact of nonverbal learning disabilities on early development. Praxis, 5, 53-60.

Dott.ssa Martina De Donno – Psicologa

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