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Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder – ADHD), inserito nella sezione dei disturbi del neurosviluppo del DSM- 5 (APA, 2013), rappresenta un disturbo complesso, con differenti manifestazioni cliniche, che variano nel tempo.

I sintomi caratterizzanti il disturbo sono la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività, ma sono presenti una serie di sintomi associati (come disorganizzazione, incapacità di monitoraggio e regolazione, difficoltà socio-relazionali e disregolazione emotiva), che sono espressione dei deficit delle funzioni esecutive caratterizzanti l’ADHD.

La presenza dei differenti sintomi può determinare tre manifestazioni del disturbo: prevalentemente disattenta, prevalentemente iperattiva o mista.

Ormai da decenni, numerosi studi, avendo provato la cronicità dell’ADHD, hanno portato l’attenzione sulle manifestazioni del disturbo in età adulta, evidenziando delle variazioni rispetto alla sintomatologia tipica dell’età pediatrica: nel 90 % dei casi, in età adulta persistono disattenzione e difficoltà organizzative, rappresentando le caratteristiche cliniche principali; tendenzialmente iperattività e impulsività, invece, divengono meno evidenti con il crescere dell’età.

Per disattenzione si intende un’eccessiva distraibilità e una difficoltà a mantenere l’attenzione in compiti lunghi o percepiti come noiosi: queste difficoltà si manifestano in un’incapacità di prestare attenzione ai dettagli, deficit di pianificazione e organizzazione degli impegni, tendenza alla procrastinazione, difficoltà a ricordare gli appuntamenti, tendenza a formulare frasi prolisse, perdendosi in dettagli irrilevanti. Una caratteristica delle persone che ricevono diagnosi di ADHD con disattenzione preminente è la lentezza esecutiva, cioè si dimostrano lenti nel prendere decisioni, nel pensiero e nell’elaborazione delle informazioni, apparendo all’esterno come pigre e demotivate. 

L’iperattività in età adulta si manifesta principalmente come uno stato costante di irrequietezza interna e incapacità a rilassarsi, che si manifestano con comportamenti come non rispetto dei turni nelle conversazioni, tono di voce non adeguato al contesto, logorrea, tendenza al disordine e alla disorganizzazione, eccessiva divagazione mentale; l’iperattività motoria, particolarmente evidente in infanzia, tende ad essere meglio gestita attraverso strategie di compensazione, che la veicolano verso comportamenti socialmente accettabili, come scegliere attività lavorative dinamiche e dedicarsi intensamente alle attività sportive. Si nota una necessità costante di nuovi stimoli, che porta le persone a svolgere contemporaneamente più attività, non portandole però a termine.

L’impulsività in età adulta viene rappresentata principalmente dall’incapacità di inibire comportamenti disfunzionali, come spese eccessive, licenziarsi per motivi futili, iniziare o terminare impulsivamente delle relazioni sentimentali, parlare senza riflettere; questa caratteristica sintomatologica dell’ADHD appare strettamente connessa ai comportamenti di sensation seeking, rivolti alla ricerca di eccitazione, come risse, condotte sessuali rischiose, guida spericolata.

La disregolazione emotiva sembra essere la caratteristica più costante nell’ADHD in infanzia e età adulta: si manifesta con scarsa tolleranza alle critiche e alla frustrazione, difficoltà di autocontrollo, con scoppi di rabbia imprevedibili ed eccessivi rispetto all’evento scatenante e cambi repentini di umore.

La sintomatologia sopra descritta, che trova espressioni differenti per tipologia e gravità a seconda del caso, causa compromissioni funzionali importanti per l’individuo, come precoce interruzione del percorso di scolarizzazione, problemi nelle relazioni sentimentali, insuccessi lavorativi e bassa qualità di vita percepita. Importanti fattori protettivi sono rappresentati da una diagnosi precoce e relativo trattamento specialistico e il supporto familiare e sociale.

Bibliografia

ADHD nell’adulto. Dalla diagnosi al trattamento”, a cura di Mencacci, C. e Migliarese, G. (2021) – Ed. Edra, Milano

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