Adolescenti, quando i no fanno meno male dei si!

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Che periodo l’adolescenza!

Tutti noi ci siamo ritrovati a fare i conti in un periodo della nostra vita in cui tutto iniziava ad assumere una connotazione diversa ai nostri occhi. Si vede tutto o bianco o nero, non c’è spazio per nessuna sfumatura, non si ammettono alternative diverse dalle proprie.
È un periodo di passaggio, di transizione dall’essere bambini  all’ inoltrarsi pian piano verso la vita da adulti.
Numerosi cambiamenti investono il fisico, la mente e il cuore. Un turbinio di emozioni si susseguono nelle giornate, si passa in un attimo dall’essere felici all’essere totalmente arrabbiati con il mondo intero. Si è proprio questa l’adolescenza.

L’adolescenza è quel delicato percorso di costruzione della propria identità in cui si ha voglia di esperienze nuove , talvolta anche fuori dagli schemi, in cui si è continuamente alla ricerca di qualcosa che rompa le regole, i vincoli sociali imposti dagli adulti, per riuscire a trovare il proprio posto nel contesto sociale.
È un’età fondamentale in cui i ragazzi agiscono per la conquista della loro indipendenza dai genitori e talvolta tutto ciò comporta l’insinuarsi di periodi difficili, di crisi, di scontri tra genitori e figli adolescenti che se ,non adeguatamente affrontati, possono creare delle crepe in un rapporto che potrebbe addirittura frantumarsi.
La “missione” dei genitori, ma in generale di tutti gli adulti con cui l’adolescente si relaziona, è quella di trasformare l’indipendenza tanto desiderata in interdipendenza, ossia far sentire l’adolescente una parte attiva del mondo, renderlo partecipe delle scelte e dar voce ai suoi bisogni, accogliendo e non bloccando le sue emozioni e i suoi pensieri.

La comunicazione tra adulti e adolescenti diventa fondamentale; ascoltare, accogliere le loro emozioni sia positive che negative,  senza mai sminuirle, farli sentire compresi è uno degli aspetti fondamentali e il primo passo verso la costruzione di un’identità solida.  Questa fase mette a dura prova anche i genitori e pertanto è necessaria anche una buona capacità di adattamento per affrontare insieme ai propri figli questo periodo così delicato.
Fondamentale è riuscire a capire che le sfide messe in atto dagli adolescenti attraverso scontri fisici o verbali non sono altro che il risultato di cambiamenti di cui loro stessi non hanno controllo e pertanto agiscono sperimentando le loro eventuali potenzialità ,andando incontro magari a delle conseguenze che si trasformeranno poi in dei limiti da non superare. Non basta semplicemente dire no a delle richieste da parte dell’adolescente, poiché i semplici divieti a volte ,portano soltanto a manifestazioni di rabbia e ostilità da parte dei propri figli.
Così come acconsentire e accomodare ogni richiesta da parte del proprio figlio soprattutto se adolescente, solo per questioni di “comodità” o poco tempo a disposizione per discuterne, non è di per sé vantaggioso.

Fondamentale è raggiungere con i propri figli un compromesso, affinché possano conquistare da sé la libertà che cercano ed è per tale motivo che i no, se opportunamente spiegati e negoziati con i propri figli, fanno meno male dei si.
Ogni adolescente ha bisogno di fare le proprie esperienze e sperimentare nuove occasioni di crescita, ciò non vuol dire però lasciarlo in balia delle sue emozioni spesso contrastanti.
Ogni loro comportamento “trasgressivo” è simbolo dell’emergere della loro soggettività, che cerca di emanciparsi mettendo in discussione le norme esistenti nel contesto sociale di riferimento, sperimentandosi attivamente,  talvolta, adeguandosi alle norme del proprio gruppo di pari.
L’adulto pertanto, deve agire come filtro, come funzione di contenimento dell’emotività e impulsività adolescenziale, dovrebbe lasciare sempre aperto quello spazio di dialogo e confronto con il figlio adolescente. È importante comprendere ciò che si cela dietro ad ogni richiesta e ad ogni comportamento, facendo capire loro che non sono dei nemici da combattere e/o vincere, ma che essi sono dalla loro parte anche quando talvolta sono costretti a porre dei limiti e dire di no.

Nel periodo adolescenziale è necessario coltivare e far raggiungere al ragazzo un buon livello di autostima, che gli permetta di dare valore a sé stesso e credere nelle sue capacità perché molto spesso accade che, questo periodo, porti con sé un insieme di insicurezze e ansie legate ai numerosi cambiamenti che stanno avvenendo. All’apparenza essi vogliono sembrare e farsi vedere forti e onnipotenti , ma in realtà hanno una grande necessità di essere sostenuti, compresi e valorizzati dagli adulti e soprattutto dal gruppo dei pari. I coetanei infatti, possono esercitare una forte influenza e molto spesso accade che l’adolescente metta in atto dei comportamenti che emulano il gruppo dei pari solo per sentirsi accettato, anche se questi comportamenti possono essere sbagliati e pericolosi. Pertanto, il ruolo svolto dagli adulti di riferimento è determinante; anche se ,a volte , lo nascondono, i figli adolescenti danno importanza al giudizio dei “grandi” ed è necessario dare loro la fiducia di cui hanno bisogno, mettendo da parte qualche volta le proprie paure da genitori e il timore di “lasciar andare” i propri figli.

                                                                                                            Dott.ssa  Ilenia Blanco

Abilitata alla professione di Psicologa
Tutor DSA

Bibliografia

Siegel, D.J. (2014). La mente adolescente. Raffaello Cortina Editore: Milano

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