Aspetti emotivi e motivazionali nei DSA

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L’argomento principale di questo articolo è la dislessia evolutiva, uno dei disturbi specifici dell’apprendimento che colpisce molti ragazzi. Il deficit è caratterizzato da:

  • difficoltà di lettura;
  • disortografia: ovvero disturbo della scrittura;
  • disgrafia: il disturbo della grafia;
  • discalculia: disturbi del calcolo e incapacità a comprendere e utilizzare i numeri.

I fattori ambientali, come la scuola, la famiglia e la società, si intrecciano con i fattori neuropsicologici, interferendo e vanno a determinare il tipo di disturbo.

Lo studente che vive continuamente situazioni di insuccesso scolastico presenta scarsa autostima e senso di autoefficacia scolastica; non attribuisce valore a sé stesso come studente. Il ruolo della scuola ha un compito importante nel riconoscimento precoce del problema.

Alla base dell’apprendimento esiste una relazione tra i processi cognitivi e i sistemi motivazionali ed emotivi. Secondo Atkinson la persona è disposta ad impegnarsi quando la speranza di successo supera quella dell’insuccesso, altrimenti prevale il senso di vergogna.  (Atkinson 2007).

Nella scuola primaria il bambino si trova ad affrontare situazioni di forte disagio andando a provare vissuti di sfiducia, bassa autostima o incapacità.

Nella scuola secondaria, andando ad aumentare la richiesta di lavoro scolastico andrà ad aumentare il senso di inadeguatezza.

La motivazione è tutto ciò che da scopo a un comportamento (Riello 2018). La motivazione all’apprendimento interagisce con gli aspetti cognitivi e affettivi. Nel momento in cui vi è la scarsa motivazione ad apprendere bisognerebbe andare a ricercare ciò che sta accadendo. La motivazione estrinseca fa riferimento al raggiungimento di un premio; la motivazione intrinseca fa riferimento ai valori e gli interessi dello studente. E’la motivazione al successo che spinge il soggetto ad agire. L’autostima è definita come l’insieme dei giudizi che ha una persona delle proprie caratteristiche personali. La mancanza di autostima può causare problemi di salute. La scarsa autostima può essere una conseguenza di una difficoltà di apprendimento. La bassa motivazione si trasforma in non impegno che porterà a dei pessimi risultati e che abbasseranno l’autostima. Ansia e preoccupazioni eccessive, che si associano ad irrequietezza, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, tensione muscolare, o disturbi del sonno. La causa dell’ansia non è un oggetto specifico o ad una situazione specifica. L’elemento caratterizzante è un’esperienza di malessere che, nei bambini più grandi può essere verbalizzata e, nei bambini più piccoli si traduce in correlati somatici.

Al centro delle ultime normative scolastiche c’è il concetto dell’individualizzazione del percorso formativo, che deve portare verso l’uguaglianza degli esiti. Si invitano gli insegnanti all’uso di strumenti compensativi e dispensativi che colmino la discrepanza esistente tra un ragazzo normodotato e un ragazzo con D.S.A., inoltre:

  • E’ opportuno spiegare alla classe cosa sono i D.S.A. ed usare delle strategie mirate;
  • Se è necessario scrivere alla lavagna (possibilmente in stampatello maiuscolo), assicurarsi che le cose scritte alla lavagna rimangano fino a quando tutti gli alunni hanno copiato;
  • Non rimproverare gli alunni disgrafici mettendo in rilievo la brutta grafia;
  • Far usare ai bambini con D.S.A. gli strumenti compensativi per sopperire alle loro difficoltà;
  • Incoraggiarli ad usare il computer (con il correttore automatico) sia nello svolgimento dei compiti a casa e se possibile anche a scuola;
  • Permettere ai bambini di registrare le lezioni;
  • usare il rinforzo come strumento usuale;
  • Utilizzo di mappe concettuali e schemi;
  • Riduzione dei compiti a casa;
  • Favorire occasioni di conversazione nelle quali sia possibile parlare delle proprie diversità

Tutto questo per facilitare l’apprendimento e assicurare un clima di benessere, che favorisce non solo un singolo studente ma l’intera classe.

Un dislessico può imparare a parlare una lingua straniera con la stessa facilità di un non dislessico, mentre la scrittura della lingua straniera presenta difficoltà maggiori. Ove necessario, è possibile la dispensa dallo studio della lingua straniera in forma scritta.

Gli insegnanti dovrebbero premiare l’impegno non con i voti ma sottolineando i punti di forza e i successi. Un insegnante realmente formato sui DSA sarebbe un buon inizio per evitare tante ingiustizie che purtroppo questi alunni subiscono.

Di particolare importanza è il ruolo della famiglia, il primo passo è quello della comunicazione e spiegazione della diagnosi, il venire a conoscenza del DSA ha nella maggior parte dei casi un effetto positivo sull’autostima poiché non mettono più in discussione le loro abilità intellettive e le difficoltà che hanno incontrato non sono più così inspiegabili.

Non si può far sparire il disturbo, ma si può imparare a compensare le difficoltà, e per farlo è importante l’accettazione.

Molte persone dicono che la dislessia provoca situazioni spiacevoli e complicate all’interno della scuola, ma questa frase è errata, poiché è la scuola a provocare queste situazioni, quando ha a che fare con ragazzi dislessici. Si punta tutto su una scuola della velocità, e poco sulla scuola dei contenuti, il metodo di studio adottato dall’insegnante deve andare bene per tutti.

Una diagnosi precoce DSA, tempestiva e accurata, permetterà quindi due aspetti fondamentali:

  • da una parte, di evitare errori di valutazione (azzardata e approssimativa) che possano portare a colpevolizzare il bambino o attribuire la causa delle sue difficoltà a problemi psicologici o familiari, correndo quindi il rischio di incidere anche sul piano emotivo-relazionale del bambino stesso, appesantendo il suo vissuto scolastico, con fragilità correlate alla sua autostima e alla sua motivazione;
  • dall’altra, di mettere in atto aiuti specifici e individualizzati, utilizzando tecniche di riabilitazione e trattamento (con un percorso di potenziamento mirato con gli Specialisti) e di compenso a scuola, nonché altri semplici provvedimenti come ad esempio la concessione di tempi più lunghi per lo svolgimento dei compiti, l’uso della calcolatrice o del computer, quando indicato nelle indicazioni della relazione consegnata e condivisa con la famiglia.

 

Piscopo Federica

Psicologa

BIBLIOGRAFIA

  • Daniel Pennac, Diario di scuola , feltrinelli Milano 2010, p. 55
  • Consensus Conference Roma, 6-7 Dicembre 2010
  • BES e DSA la scuola di qualità per tutti, libriliberi, Firenze 2010
  • DISLESSIA giornale italiano di ricerca clinica e applicativa. G. Stella-E. Savelli, Erickson, Gennaio 2008
  • ssa Anna Maria Ruffolo (psicologa) Sfera emotiva – relazionale e motivazionale nell’apprendimento. Corso per tutor sui DSA, Cosenza 23 Maggio 201
  • ssa Silvia Piantoni Aspetti emotivo motivazionali legati all’apprendimento. Master sui DSA, Milano 13 Settembre 2014

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