Disturbo da deficit d’attenzione nelle donne: dai sintomi alla difficoltà di diagnosi

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Fino agli anni Novanta, l’ADHD è stato inquadrato come disturbo tipico dell’infanzia e del sesso maschile.

La ricerca si è soffermata su questa tesi finché alcuni studi recenti sugli adulti hanno evidenziato che il numero di donne con ADHD è quasi uguale a quello degli uomini.

Pertanto, l’attenzione dei ricercatori ha evidenziato le variazioni cliniche dall’età evolutiva all’età adulta e, parallelamente, è stata data rilevanza anche alle differenti declinazioni dell’espressione clinica in base al genere.

I dati epidemiologici riferiscono che la prevalenza nei bambini è di circa 10 a 1 tra maschi e femmine e di 3 a 1 nei giovani adulti. Questa differenza si potrebbe spiegare pensando che bambine e ragazze presentano spesso un disturbo di tipo disattentivo, a volte chiamato ADD e, non comportandosi nello stesso modo esplosivo dei bambini con lo stesso disturbo ma con manifestazione iperattiva, giungono all’attenzione del clinico meno frequentemente. La sintomatologia presentata dalle bambine, in assenza di comportamenti difficili da gestire, è spesso vista erroneamente come una caratteristica temperamentale che non comporta la necessità di una valutazione diagnostica.

Come si manifesta l’ADHD nelle donne?

Il percorso scolastico delle donne con ADHD può variare molto: di solito la performance scolastica è poco compromessa, può essere nella media o a volte eccellente, soprattutto in presenza di buone risorse cognitive.

Quando le donne con ADHD richiedono una consulenza da un professionista della salute mentale, spesso il loro quadro è contraddistinto da disturbi internalizzanti, disregolazione emotiva, distraibilità, scarsa autostima, sentimenti di scarsa autoefficacia, irritabilità.

Un campanello di allarme che spesso conduce le donne adulte a chiedere aiuto riguarda la sensazione di sovraccarico nello svolgimento della routine quotidiana: si sentono oppresse e sfinite dal tenere insieme  i compiti di genitore, di coniuge, di lavoratrice. Inoltre, quando la donna diventa madre, possono aggiungersi alle difficoltà nucleari del disturbi, fattori di stress legati agli impegni genitoriali.

Quindi le donne devono fronteggiare enormi sfide che riguardano, ad esempio, la gestione del tempo e l’organizzazione. Quando si scontrano con insuccessi legati alla quotidianità possono esperire sensi di colpa, sentimenti di stress, pensieri costanti di sopraffazione e della sensazione di impossibilità di programmare le molteplici commissioni, di gestione del denaro, dei figli e dei bisogni familiari.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è particolarmente importante per le donne con ADHD per diverse ragioni. Queste includono:

  1. Gestione dei Sintomi Specifici: La CBT aiuta a identificare e modificare i pensieri e comportamenti disfunzionali che possono essere comuni nelle donne con ADHD, come l’autocritica eccessiva o la procrastinazione. Questo approccio può migliorare la gestione del tempo, l’organizzazione e la pianificazione, che sono spesso aree di difficoltà per chi soffre di ADHD.
  2. Risposte Emotive: le donne con ADHD possono sperimentare una maggiore sensibilità emotiva e risposte più intense a stress e fallimenti. La CBT lavora su come gestire queste emozioni intense e come modulare le reazioni per prevenire la sovraccarico emotivo.
  3. Stigma e Autostima: a causa del genere e degli stereotipi culturali, le donne con ADHD spesso si confrontano con maggiori aspettative sociali riguardo all’organizzazione e alla competenza. Ciò può portare a sentimenti di inadeguatezza e bassa autostima. La CBT può aiutare a lavorare su questi problemi aumentando la fiducia in se stessi e riducendo i sentimenti di vergogna o inadeguatezza.
  4. Sviluppo di Strategie di Coping: la CBT fornisce strumenti e tecniche specifiche per gestire le sfide quotidiane associate all’ADHD, come tecniche di rilassamento, di ristrutturazione cognitiva, e di risoluzione dei problemi. Questo può aiutare le donne a sentirsi più in controllo della loro vita.
  5. Miglioramento delle Relazioni: Le difficoltà di comunicazione e le dinamiche interpersonali possono essere problematiche per le donne con ADHD. La CBT può aiutare a migliorare le abilità sociali e la comunicazione, influenzando positivamente le relazioni personali e professionali.

In sintesi, la CBT è uno strumento terapeutico prezioso che può indirizzare molteplici aspetti della vita di una donna con ADHD, aiutandola a costruire una vita più funzionale e soddisfacente.

BIBLIOGRAFIA:

Mencacci C., Migliarese G. (a cura di) (2021). ADHD nell’adulto. Dalla diagnosi al trattamento, Edra, Milano

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