La Prosopagnosia: una condizione rara nota come cecità dei volti

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Scopriamo quali sono le sue cause e i possibili trattamenti.

Un bel giorno ti svegli e non sei più capace di riconoscere il volto di coloro che sono importanti per te nella tua vita: i tuoi genitori, i tuoi fratelli, i tuoi amici, i tuoi figli, il tuo partner.
Come ti sentiresti?

La Prosopagnosia, non è la trama di un film horror, bensì una reale condizione medica: un disturbo neurologico del Sistema Nervoso Centrale caratterizzato dall’incapacità di riconoscere o distinguere i volti, conosciuto anche come agnosia facciale o cecità facciale (NINDS, 2019).

Alcune persone sperimentano una difficoltà nel riconoscere un volto familiare, altre ancora potrebbero non essere in grado di distinguere un volto da un oggetto e addirittura alcune persone con questo disturbo non sono in grado di riconoscere il proprio volto (NINDS, 2019).
Una review del 2006 (Bouvier et al., 2006) ha identificato 100 casi di prosopagnosia nella letteratura medica, mentre alcune ricerche più attuali sostengono che circa il 2% della popolazione generale potrebbe avere un certo tipo di prosopagnosia (Arzipe et al., 2019).
Esistono due tipi di prosopagnosia: la prosopagnosia congenita e la prosopagnosia acquisita.

PROSOPAGNOSIA CONGENITA

I bambini con prosopagnosia congenita o evolutiva, nascono senza la capacità di riconoscere i volti e potrebbero non essere consapevoli del loro deficit sino a quando non diventino più grandi (Wegrzyn et al., 2019).
Questo tipo di prosopagnosia non è causato da un danno cerebrale o da differenze strutturali nel cervello: dall’imaging cerebrale condotto su bambini non sono emerse lesioni, inoltre la memoria e la vista risultano preservate (Corrow et al., 2016).
I ricercatori ritengono che questo disturbo abbia sia una base genetica: da alcuni studi è emerso che dieci membri di due generazioni abbiano sviluppato il disturbo (Duchaine et al., 2007); sia una componente ereditaria: in quanto le capacità di riconoscimento facciale sono più simili nei gemelli monozigoti rispetto ai gemelli dizigoti, indicando quindi come questa sia una capacità cognitiva altamente specifica ed ereditaria (Wilmer et al., 2010).
Alcuni bambini con Disturbo dello Spettro Autistico e Sindrome di Asperger spesso presentano questa difficoltà nella percezione dei volti, una tra le cause che potrebbe contribuire alla compromissione delle loro abilità sociali (NINDS, 2019).

PROSPAGNOSIA ACQUISITA

La prosopagnosia acquisita può manifestarsi in seguito ad un danno cerebrale: come ictus, lesioni cerebrali traumatiche o alcune malattie neurodegenerative (NINDS, 2019).
Le persone che sviluppano questo tipo di prosopagnosia erano capaci di riconoscere i volti precedentemente al trauma o alla lesione; la ricerca sostiene che difficilmente questi individui riacquisteranno quest’abilità, anche se potrebbero adottare strategie compensative (Bate et al., 2014).

CAUSE

I meccanismi cognitivi alla base del disturbo e le sue basi neurali restano ancora sfuggenti alla ricerca.
Alcune teorie sostengono che vi sia una ridotta attivazione nelle aree cerebrali implicate nella percezione e nel riconoscimento dei volti quali: l’area Occipitale, l’area Fusiforme e il Lobo Temporale Anteriore (Gerlach et al., 2019).
In modo particolare, questa condizione pare essere il risultato di anomalie, danni o compromissione del giro fusiforme destro, una piega nel cervello che coordina i sistemi neurali che controllano la percezione facciale e la memoria (NINDS, 2019).
Nella prosopagnosia congenita, la causa potrebbe risiedere nella genetica (Dalrymple et al., 2012).
Generalmente però la prosopagnosia non è correlata a disfunzioni della memoria, perdita di memoria, disturbi della vista o difficoltà di apprendimento (NINDS, 2019).

TRATTAMENTO

Data l’eterogeneità del disturbo non esiste un trattamento specifico, l’obiettivo dovrebbe essere aiutare l’individuo con prosopagnosia a sviluppare strategie compensatorie (NINDS, 2019).
Per imparare a ricordare i volti potrebbe essere necessario utilizzare altri indizi come i capelli, la voce, i vestiti (NINDS, 2019).
Questa condizione ha implicazioni significative per chi ne è affetto, l’incapacità di riconoscere gli altri crea esperienze sociali traumatiche portando ad ansia cronica, sentimenti di colpa ed imbarazzo. La terapia può aiutare a trattare l’ansia o la depressione dovuti a questa condizione (Corrow et al., 2016).
Attualmente i ricercatori stanno lavorando allargando la ricerca a porzioni di popolazione più grandi e sviluppando ulteriori studi sulle origini neuroanatomiche e funzionali di questa condizione misteriosa, così da sviluppare dei trattamenti specifici per migliorare il riconoscimento dei volti (Corrow et al., 2016).

 

Silvia Salvatore

Dott.ssa in Metodologia dell’Intervento psicologico
Master di II livello in: “Esperto in Valutazione e Riabilitazione neurocognitiva dell’età evolutiva, dell’adulto e dell’anziano”

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

-Arizpe J.M., Saad E., Douglas A.O., Germine L., Wilmer J.B., DeGutis J.M. (2019). Self-reported face recognition is highly valid, but alone is not highly discriminative of prosopagnosia-level performance on objective assessments. Behav Res Methods, 51(3), 1102-1116.

-Bate S., Bennetts R.J. (2014). The rehabilitation of face recognition impairments: a critical review and future directions. Front Hum Neurosci, 8,491.

-Bouvier S.E., Engel S.A. (2006). Behavioral deficits and cortical damage loci in cerebral achromatopsia. Cereb Cortex, 16(2),183-91.

-Corrow S.L., Dalrymple K.A., Barton J.J. (2016).  Prosopagnosia: current perspectives. Eye Brain, 8, 165-175.

-Dalrymple K.A., Corrow S., Yonas A., Duchaine B.  (2012). Developmental prosopagnosia in childhood. Cogn Neuropsychol, 29(5-6), 393-418.

-Duchaine B., Germine L., Nakayama K. (2007). Family resemblance: ten family members with prosopagnosia and within-class object agnosia. Cogn Neuropsychol, 24(4), 419–430.

-Gerlach C., Klargaard S. K., Alnæs D., Kolskår K.K., Karstoft J., Westlye L.T., Starrfelt R. (2019). Left hemisphere abnormalities in developmental prosopagnosia when looking at faces but not words. Brain Communications, 1(1), 1-13, fcz034.

-National Institute for Neurological Disorders and Stroke (NINDS.NIH.GOV) Prosopagnosia information page, Updated 2019.

-Wegrzyn M., Garlichs A., Heß R.W.K., Woermann F.G., Labudda K. (2019). The hidden identity of faces: a case of lifelong prosopagnosia. BMC Psychol, 7(1), 4.

-Wilmer J.B., Germine L., Chabris C.F., et al. (2010). Human face recognition ability is specific and highly heritable. Proc Natl Acad Sci U S A, 107(11), 5238–5241.

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