Quel bambino non amato: il narcisismo

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“Sono nato in una casa dove l’aria si tagliava con il coltello, mi addormentavo in una cameretta dorata, sono cresciuto con aperti sorrisi, ma ho avuto la consapevolezza che il palloncino poteva sgonfiarsi da solo nel  tempo o scoppiare di rabbia”

 La nostra generazione è cresciuta con le immagini di una pubblicità che entrava nelle nostre case mostrandoci la irraggiungibile “famiglia del Mulino Bianco”. La famiglia dove tutto scorre serenamente, dove il cibo è perfetto, dove si è sempre felici, dove le emozioni negative non hanno spazio, o forse non esistono?
Ci siamo confrontati con la possibilità che potrebbe esistere una famiglia perfetta e con la credenza che forse è anche la famiglia da imitare.
Poi però esiste la vita quotidiana dove  gli eventi della vita si susseguono, le relazioni si stringono e si allargano costellate da emozioni positive e negative, lasciando spazio al fluire del nostro mondo interno. Si, perché il nostro mondo interno si integra imperfettamente con la realtà esterna.
Eppure quelle famiglie della pubblicità esistono, vengono costruite su misura solo su eventi positivi e su emozioni positive, tacendo il dito della tristezza, della vergogna, della colpa, del disgusto. Tutto va bene, o forse no.

Chi è il bambino della pubblicità?
E’ il bambino che deve ridere sempre, deve essere sempre bravo e se non lo è facciamo in modo che lo sia.
“Mamma, oggi la maestra mi ha messo un brutto voto perché avevo sbagliato le consonanti, sono difficili le consonanti mamma”. No, mio figlio non può fallire.

L’errore non è un fallimento, ma una scossa, una motivazione a comprendere che si deve sempre partire da dove ci si è fermati per capire innanzitutto che cosa ci porta all’immobilità e cambiare marcia per andare avanti, anche in modo differente.

Le emozioni non espresse

“Dai su, non piangere”
“Perché?”
“Perchè non si piange”

Quando un bimbo non ha la possibilità di esprimere il proprio stato d’animo, soprattutto se negativo, impara a trattenere, impara che tutto ciò che di negativo vive o prova non va bene, è sbagliato. Se io provo un’emozione negativa, se disattendo le aspettative sono sbagliato.
Crescendo con questa rappresentazione mentale, il bambino si coarta dentro e impara a selezionare il mondo tra perfetto ed imperfetto. Solo ciò che lo rende perfetto è degno di essere vissuto e di essere mostrato con godimento ai propri genitori e a chi è in relazione con lui da piccolo o da grande. Ciò che non è perfetto deve essere nascosto, è motivo di vergogna. E la vergogna ha imparato a non esprimerla perché è imperfetta, quindi non va bene per essere amati.

Bisognerebbe chiedere ad un genitore: “Suo figlio può fallire?” e sentirsi rispondere: “Si, può fallire perché tutti nella vita abbiamo fallito e ci siamo rialzati e quindi siamo cresciuti”.
Se il bambino fallisce imparerà a conoscere i motivi del fallimento, imparerà a conoscere ciò che ama e ciò che non ama e a scegliere con il proprio intimo e le proprie inclinazioni.
Un bambino che invece proverà vergogna per i propri fallimenti e senso di colpa per aver deluso le aspettative e non esprimerà questi sentimenti, crescerà coartato emotivamente e con la costante paura di sbagliare e quindi la paura di non essere amato.

L’adulto narcisista e le sue relazioni

Quel bambino non amato diventerà un narcisista, o comunque un adulto con tratti narcisistici di personalità.
Quali saranno le ripercussioni sulla sua vita?
Ci troveremo di fronte ad un adulto che cerca di affermarsi nel lavoro, alla continua ricerca di una posizione favorevole a rappresentare il suo valore, ma una posizione ideale che non arriverà mai secondo la sua rappresentazione mentale.
Un adulto che anche da un punto di vista economico desidera raggiungere uno status di ricchezza notevole che non sarà mai abbastanza. Ma l’aspetto forse più sconveniente saranno le sue relazioni. Sia esse amicali, lavorative e soprattutto sentimentali.

Una persona con spiccati tratti narcisistici di personalità tenderà a frequentare solo persone che possano soddisfare i suoi bisogni di amore non soddisfatti. Si contornerà di persone disponibili, amorevoli, ben disposte ad assecondare ogni desiderio inespresso. Cercherà costantemente conferma del suo essere bravo ed amabile.
Le relazioni sentimentali saranno altalenanti. Passerà dalla ipervalutazione del partner nelle prime fasi della relazione o nei momenti in cui respirerà un allontanamento dello stesso, alla svalutazione totale costellata di rabbia perchè vi è anche una costante paura di essere abbandonati proprio perché non perfetti agli occhi dell’altro.
Anche in amore cercheranno partner disponibili e amorevoli da poter compensare quel vuoto interiore di essere stato un bambino non amato e non voluto se non perfetto o atteso.

Solo prendendo consapevolezza della propria fragilità e accettando la possibilità che il fallimento e l’imperfezione fanno parte dell’essere umano inteso non solo come corpo fisico ma come entità mentale, l’adulto narcisista potrà fare i conti con il proprio mondo interno e accettare il proprio fallimento e l’imperfezione che caratterizza il suo modo di discriminare la realtà in buona o cattiva. Prendendo consapevolezza del fatto che tutte le emozioni sono lecite da provare e quindi da esprimere e che le imperfezioni ci caratterizzano come esseri umani nel mondo sarà possibile accettare anche l’altra parte della realtà che fino a quel momento non poteva essere apprezzata.

 

Dott.ssa Silvia Dongiovanni

Psicologa – Psicoterapeuta

Specializzata nel trattamento dei  disturbi della personalità e del comportamento alimentare, nel trattamento degli esordi psicotici

Bibliografia

Accinni T., Ghezzi F., di Fabio F., Narcisismo contemporaneo e sviluppi paranoidei, Rivista di Psichiatria, Gennaio – Febbraio 2021, Vol. 56, N. 1

Kernberg, O. F.,  Il trattamento della personalità narcisistica,  Tr. It. In Sindromi marginali e narcisismo patologico. Boringhieri, Torino, 1978

Kernberg, O. F., Furlan, P. M., Stefani S., Sindromi marginali e narcisismo patologico. Bollati Boringhieri, Torino, 2011

Muratori P., Milone A., Buonanno C., Ianni S., Inguaggiato E.,Levantini V., Pisano S., Valente E., Masi G., Eziopatogenesi e valutazione dei tratti narcisistici in età evolutiva, Rivista di Psichiatria, Marzo – Aprile 2020, Vol.55, N. 2

Semi A.A., Il narcisismo, Il Mulino, 2007

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Mero Mimma

    Interessante e utile

  2. Alessio Gemma

    Molto interessante. Da adulto mi rendo conto come mettiamo un coperchio su tutta la nostra adolescenza e poi i conti non tornano; con le aspettative che abbiamo, con cio che pensiamo debba essere la normalita’. Bisognerebbe essere tutti un po piu umani, scendere dai piedistalli creati, imposti, visibili e non. E cercare di riconnettere noi stessi con il nostro passato.

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