L’(an)Assertivita’ nei pazienti con disturbi del comportamento alimentare

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“Un no pronunciato con convinzione

è molto migliore di un sì pronunciato unicamente per compiacere

o, ancora peggio, per evitare problemi”

(Mahatma Gandhi)

L’assertività può essere definita come la capacità di esprimere opinioni, emozioni, sentimenti e desideri in modo adeguato, realizzando i propri obiettivi e alimentando la propria autostima e auto-efficacia senza subire o aggredire gli altri, bensì riconoscendo agli altri il medesimo diritto di comunicare convinzioni e sentimenti e di perseguire obiettivi.

Il concetto di assertività è strettamente connesso quindi sia con il concetto di uguaglianza e reciprocità nelle relazioni umane che con quello di libertà espressiva, intesa da un lato come la libertà dai condizionamenti ambientali, dall’altro come la libertà di esprimersi in forme più efficaci.

Numerosi studi hanno evidenziato che la mancanza di assertività è una caratteristica dei pazienti che hanno un Disturbo del Comportamento Alimentare poiché gli stessi, in particolare le donne, mostrano un più basso livello di assertività rispetto alla popolazione normale, fino ad avere anche una capacità predittiva per questo tipo di disturbi.

Spesso chi soffre di Disturbi dell’Alimentazione si descrive come una persona passiva, sottomessa al giudizio e alle opinioni altrui, oppure come una persona che sa ascoltare, ma non sa farsi ascoltare. La scarsa assertività è dovuta ad una bassa autostima, infatti i pazienti con DCA non esprimono chiaramente le proprie idee o opinioni perché per primi non ci danno peso e importanza. Chi è poco assertivo tende ad accumulare rabbia e aggressività che può esprimersi in comportamenti autolesionistici o aggressivi e dispotici all’interno della famiglia; a tal proposito è frequente che i soggetti che non hanno un buon rapporto con il cibo sono in casa molto rigidi e impongono ai familiari i propri comportamenti e le proprie ossessioni.

Rosa Behar et al. (2006), ha condotto uno studio per indagare la relazione tra Disturbi del Comportamento Alimentare e assertività. Attraverso questa ricerca si voleva sia controllare il grado di assertività legato alla presenza di Disturbi del Comportamento Alimentare nelle donne che stabilire la capacità predittiva dell’assertività in questo tipo di problematiche.

Dal confronto con pazienti donne a rischio di sviluppare un Disturbo Alimentare e studenti senza problemi alimentari, è emerso che la mancanza di assertività è una caratteristica significativa in pazienti con patologie riguardanti il cibo, che può peggiorare il loro esito e anche perpetuare i sintomi. La bassa affermazione del sé e la mancanza di assertività possono essere considerati dei predittori nello sviluppo di un Disturbo Alimentare, pertanto sarebbe utile attivarsi da un punto di vista della prevenzione e/o terapeutico.

Pingani L. et al. (2013), ha condotto un’ulteriore ricerca riguardante la possibilità di migliorare l’assertività in pazienti con Disturbi del Comportamento Alimentare, ottenendo risultati molto interessanti.

Lo studio si poneva un duplice obiettivo:

  1. a) valutare se l’utilizzo della scrittura espressiva nel trattamento dei DCA poteva avere effetti di miglioramento delle abilità linguistiche ed espressive;
  2. b) verificare se eventuali effetti di miglioramento delle abilità linguistiche ed espressive potevano associarsi ad un miglioramento delle abilità assertive.

Gli autori hanno notato che l’incapacità di esprimere le proprie emozioni appare significativamente più marcata nei pazienti con DCA rispetto a soggetti che hanno sviluppato altre psicopatologie; a queste difficoltà si accompagnano inoltre livelli più bassi di autostima e un funzionamento globale più scadente. Soggetti che utilizzano la scrittura per raccontare le proprie esperienze emotive presentano una maggiore capacità di comunicazione, in essi si evidenzia un miglioramento delle competenze nelle abilità relazionali; la scrittura creativa può  essere quindi un utile strumento per esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni e attraverso la stessa si può giungere ad una migliore capacità cognitiva e ad una maggiore flessibilità; questo sarebbe molto utile per i pazienti affetti da DCA che utilizzano spesso modalità cognitive estremamente radicate e rigide. Attualmente, gli interventi di tipo espressivo-supportivo costituiscono il più utilizzato trattamento riabilitativo nei pazienti con DCA, poiché è stata dimostrata la loro efficacia nel migliorare i comportamenti assertivi, la comunicazione e la regolazione emotiva.

Nello spettro dei DCA la mancanza della componente assertiva ha un ruolo estremamente influente sull’evolversi del disturbo poichè la difficoltà di esprimere i propri bisogni e le proprie necessità, il continuo cercare di allontanare le proprie emozioni e infine la forte necessità di ridurre ogni giudizio in una logica dicotomica di bianco vs nero, contribuiscono, in associazione con gli aspetti interpersonali, al mantenimento del disturbo stesso. Si può quindi ipotizzare che eseguire un training assertivo possa contribuire non solo a comportare dei miglioramenti clinici a breve termine, ma anche a influenzare positivamente l’esito e il decorso del disturbo.

Concludendo, possiamo affermare che l’assertività ha attualmente un ruolo molto importante sia in contesti educativi che in ambito clinico nel trattamento di rilevanti patologie e problemi psicologici, in particolar modo la conduzione di un buon training assertivo è utile nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare in quanto potrebbe portare a miglioramenti significativi nella riduzione di comportamenti alimentari disadattavi e ad un potenziamento del funzionamento sociale, favorendo inoltre la presa di coscienza delle risorse dell’individuo e lo sviluppo della personalità e facilitando l’espressione di emozioni, desideri e bisogni secondo un modello di comportamento e di relazione con l’altro che non sia né aggressivo, né passivo.

Marta Ingrosso

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

 

 

BIBLIOGRAFIA

Baggio F. (2013). Assertività e training assertivo. Teoria e pratica per migliorare le capacità relazionali dei pazienti. Ed. Franco Angeli, Milano.

Behar R., Manzo R. & Casanova D. (2006). Lack of assertiveness in patients with eating disorders. Rev Méd Chile 2006; 134: 312-9.

Dalle Grave R. (2015). Alle mie pazienti dico…. Positive Press, Verona.

Pingani L., Arnone F., Catellani S., Chierici M.L., De Bernardis E., Donelli S., Del Giovane C., Forghieri M., Vinci V., Turrini G., Rigatelli M. & Ferrari S. (2013). Improving linguistic skills and assertiveness in eating disorders: a randomized controlled trial on a literary workshop activity. Journal of Psychopathology 2013;19:60-67.

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