Se mi ami… 3 illusioni che avvelenano la relazione di coppia

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La coppia è molto di più della somma delle persone che la compongono. Quando ci si incontra e ci si sceglie, all’inizio si ha la sensazione che tutto sia perfetto. Si è innamorati e portati, infatti, a vedere solo gli aspetti dell’altro che lo rendono speciale e simile a noi. Solo successivamente, quando questa fase simbiotica lascia spazio alla fase di differenziazione, cominciamo a vedere i cosiddetti “difetti”, ossia tutti quegli aspetti che non riconosciamo come nostri, che non condividiamo e che vorremmo cambiare.

È qui che il “Se mi ami…” prende piede cercando di mantenere integre le illusioni costruite nella fase dell’innamoramento e che ora divengono fonte di attriti e delusioni.

Vediamo 3 tra le illusioni più diffuse che avvelenano la relazione di coppia.

Se mi ami… mi conosci e sai cosa penso

Si tratta di una delle illusioni più diffuse e pericolose, perché distorce la comunicazione tra i partner, dando il via a lunghe catene di fraintendimenti. Infatti, se do per scontato che l’altro mi conosca e sappia esattamente ciò che penso, non glielo dirò ma leggerò ogni suo comportamento come risposta diretta al mio pensiero. “Ma come? Sa che amo uscire il sabato sera e mi propone di restare a casa a vedere un film? Lo fa apposta?!”… Peccato che è impossibile che un’altra persona ci legga nella mente.

Cosa si può fare di diverso? Prendersi la responsabilità di esprimere il proprio pensiero sempre, assumendosi il rischio di ottenere una risposta scomoda dal partner o di ricevere un rifiuto. Fate si che ci sia un dialogo, non due monologhi che si fanno compagnia.

Se mi ami… devi…

Il dovere è uno dei veleni più potenti. Uccide il piacere ed il desiderio. E una coppia, senza il piacere che i due amanti provano nello stare insieme, è destinata a “scoppiare”.

“Devo rimanere con lui, perché ho paura che se lo lascio…” oppure “Mi devo sbrigare a tornare a casa altrimenti mia moglie chi la sente?!”. Avete anche voi la sensazione che in queste relazioni manchi qualcosa? Sentite anche voi che non c’è più il piacere? Come non ci fosse altra scelta.

Come evitare tutto questo? Nutrite la vostra relazione di coppia ogni giorno partendo dalle piccole cose. Date il vostro amore all’altro senza aspettarvi nulla in cambio e ricordate: l’amore ha una sola direzione, il dare! Soprattutto, divertitevi! Perché la coppia non cresce nella serietà e nella rigidità, ma nel rispetto, nella scoperta e nell’amore.

Se mi ami… mi amerai per sempre

Dopo un po’ che si sta insieme si rischia di cadere nell’abitudine: la mattina colazione insieme, il martedì sera la fiction in TV, il sesso una volta a settimana, la domenica il pranzo con i suoceri. La settimana ricomincia e la vita va avanti per inerzia… ma la coppia NO.

Quando si diventa coppia ci si sceglie e, perché si possa continuare ad essere coppia, bisogna fare in modo che l’altro ci scelga ogni giorno. Sì, proprio così! La scelta fatta una volta non dura “nei secoli dei secoli” e pretendere dall’altro attenzioni perpetue non è un buon modo per nutrire la coppia.

Cosa fare allora? Provate a porvi domande diverse, domande a cui potete rispondere voi stessi. Non chiedetevi perché il vostro uomo non vi porta più i fiori o perché la vostra donna la sera va a dormire con il pigiama di pile. Provate a chiedervi cosa siete disposti a dare al partner. Cosa fate ogni giorno perché l’altro scelga di stare con voi? Pensaci.

Quando nella coppia le cose vanno male, la responsabilità non è mai solo di uno dei due partner. Louisa May Alcott diceva: “Ci vogliono due pietre focaie per accendere un fuoco”. Questa mi sembra un’ottima metafora per cogliere l’essenza di questo punto.

Certamente ci sarebbero molti altri aspetti da approfondire. Ogni coppia è a sé, così come ognuno di noi è unico ed irripetibile. Questo articolo può considerarsi, dunque, come un primo piccolo passo verso una maggiore consapevolezza rispetto a ciò che può accadere nelle relazioni di coppia e su come ciascuno di noi, in prima persona, può fare qualcosa per migliorare la propria.

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