Appuntamento con il Biologo Nutrizionista: cosa aspettarsi dal primo colloquio?

Condividi

Share on facebook
Share on linkedin
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email

Un trafficante di diete.

Il mago della perdita di peso localizzata.

Un commerciante di protocolli dimagranti.

Il cartomante delle oscillazioni del peso corporeo dei prossimi 10 anni.

Nulla di più lontano dal reale e poliedrico lavoro del Biologo Nutrizionista. Certamente la sua competenza in materia, e nota ai più, è quella di elaborare dei piani dietetici, competenza espressamente riconosciuta dalla legge.  L’art. 3 della legge 24.5.1967, N. 396 afferma testualmente che formano oggetto della professione di biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”. Del resto la stessa giurisprudenza amministrativa ha confermato che, oltre alla legge, costituisce fondamento delle competenze del biologo il decreto del Ministero di Grazia e Giustizia N. 362/93. Il decreto attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche, la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali, collettività, gruppi sportivi, in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività),  la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…” (v. Cons. Stato, sez. V, 16.11.2005, n. 6394, in Foro Amm. Cons. St. 2005, 3305). Applicando poi i principi sanciti dalla Corte di Cassazione, l’obbligo che incombe al biologo è ovviamente quello di non qualificarsi come medico, e quindi di non effettuare diagnosi mediche e di non prescrivere farmaci (in tal senso Cass. Pen. 04.05.2005 n. 16626).

Ciao a tutti, mi presento: sono una Biologa Nutrizionista. La mia missione, da Biologo Nutrizionista, è quella di offrire le competenze acquisiste in materia di scienze dell’alimentazione a completamento della fisiologia della nutrizione, biochimica, epigenetica e metabolomica per un supporto nutrizionale adeguato al singolo, fortemente personalizzato e soprattutto a sostegno dell’omeostasi metabolica, della ricerca di un continuo e precario equilibrio fra il fisiologico e il patologico. Dunque non è una mera e semplicistica distribuzione di diete esclusivamente per soggetti obesi o con problemi di sovrappeso;  tutt’altro, l’utente medio ricerca nel Biologo Nutrizionista il professionista di fiducia tale da poter intraprendere insieme un sottile lavoro di Educazione Alimentare passando dalla prevenzione, in riferimento ad una conclamata e accertata familiarità per determinate patologie, dal miglioramento delle alterate funzioni epato-digestive,  dall’identificazione di abitudini alimentari caso specifiche scorrette fino a raggiungere, nel tempo, un benessere psico-fisico generalizzato imparando a conoscere, ad apprezzare e scoprire sempre di più  il vero piacere della tavola.

No, non solo diete. La dieta è un valido strumento ma temporaneo  e forse di passaggio, oserei direi; un foglio di carta inchiostrata spesso estraneo ai nostri desideri che resterà lì, a lungo, attendendo il momento esatto in cui sarà nuovamente stropicciato e sfogliato, con molta probabilità in corrispondenza dei mesi di preparazione all’estate. Ma la missione del Biologo Nutrizionista è un’altra e non può limitarsi alla stesura di un elaborato di scienza dell’alimentazione.

E’ un viaggio e si percorre insieme, di stazione in stazione.

Fra le pietanze consigliate, i tre pasti programmati, i cucchiai di olio da consumare e l’elenco delle possibili colazioni fra cui optare settimanalmente si nasconde una attenta ricerca, la ricerca della giusta sinfonia nelle singole scelte alimentari accordando ogni macro e micronutriente del regime nutrizionale giornaliero con le richieste dell’individuo, declinando i nuovi stimoli  sulle nuove risposte organiche interne ed esterne allo stesso, percorrendo i contorni di un disegno di costituzione umana chiara quanto sospettosa ma che accenderà subito i collegamenti della nostra mente, gli occhi di un professionista curioso e scrupoloso, superata la soglia di ingresso in studio – alla prima vista immaginiamo e ipotizziamo nella nostra mente, come un calcolatore matematico, il quadro clinico e anamnestico dello stesso per avere la conferma, o meno, nella cascata di parole raccontante dal paziente.

Cosa aspettarsi da un colloquio con un Biologo Nutrizionista?  Spalancare le finestre sul variegato, complesso e in evoluzione mondo dell’alimentazione.  Dunque dal punto di vista pratico, in sede di primo colloquio o per meglio dire, di conoscenza e scoperta reciproca, si analizzerà la specifica clinica del paziente mediante lettura dei referti in possesso e delle analisi ematochimiche confermando lo stato attuale della sintomatologia ad essa riferita; si punteranno i riflettori sulle proprie abitudini alimentari fin’ora messe in atto dunque con ogni probabilità potrà emergere l’inspiegabile salto della colazione, l’amore per gli immancabili carboidrati, il piacere di un calice di vino rosso del venerdì sera  e l’odio-amore per il pesce. E con esse, sarà importante conoscersi, raccontare come solitamente trascorrono le giornate fra ritmi di lavoro incalzanti e hobby da svuota cervello per stimare il livello di sedentarietà o di attività fisica media; questo sarà propedeutico all’identificazione della vostra alimentazione che costruirà il vostro stile di vita, e non il contrario, per sostenere quel regime alimentare nel lungo termine.  Pronti per iniziare il viaggio ma non senza aver prima identificato lo stato nutrizionale di partenza attraverso il monitoraggio antropometrico strumentale: misura delle circonferenze nei punti e linee di repere, identificazione del peso e dello specifico stato nutrizionale (normopeso, sovrappeso o obesità di 1,2 o 3 tipo) e, infine, analisi bioimpedenziometrica con stima della composizione corporea in relazione alla presenza e distribuzione della massa magra, massa grassa e stato di  idratazione.

Via, si parte!  Ah, il biglietto per il viaggio nutrizionale è di sola andata ma con ripetute soste e stazioni di servizio strada percorrendo.

Dott.ssa Simona Vincenti – Nutrizionista

Condividi

Share on facebook
Share on linkedin
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vuoi ricevere i nuovi articoli via Mail?

Iscriviti alla nostra Newsletter e ogni mese riceverai una mail con i nuovi articoli pubblicati.

Altro da scoprire

Adulti
Dott. Alessandro De Renzi

La gestione della rabbia

La rabbia è una reazione necessaria e benefica, una risposta biologica protettiva che però può diventare un’emozione devastante capace di modificare la percezione della

Un Centro di eccellenza

Con sedi cliniche a Galatina e Casarano e professionisti partner su tutto il territorio nazionale, il Centro è un autentico polo di riferimento nel Sud Italia nell’ambito della psicoterapia, della neuropsicologia e delle neuroscienze cliniche integrate.