Cooperative Learning e Covid-19: quanto il virus influenzerà l’apprendimento cooperativo?

Condividi

Share on facebook
Share on linkedin
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email

Quello che stiamo vivendo è senza ombra di dubbio un anno difficile sotto numerosi aspetti di vita quotidiana e dal punto di vista della didattica ha comportato una rivisitazione di metodologie, strategie e spazi per contrastare la diffusione del virus senza perdere di vista l’importanza dell’Apprendimento.

Tra le varie metodologie didattiche quella dell’apprendimento cooperativo è la più discutibile a riguardo.

Ma che cos’è il Cooperative Learning?

Il Cooperative Learning è una metodologia didattica, molto utilizzata ed efficace, che prevede la divisione degli studenti in piccoli gruppi che lavorano in maniera interdipendente tra loro per raggiungere obiettivi comuni. L’insegnante assume, nello specifico, un ruolo centrale: quello di facilitatore che organizza le attività e crea un ambiente educativo tale affinché, al suo interno, gli studenti possano essere favoriti da un clima relazionale positivo che permetta loro di mantenere un livello di cooperazione qualitativamente alto, acquisire abilità e competenze sociali.

Quali vantaggi presenta il Cooperative Learning?

Rispetto alle tradizionali impostazioni di lavoro, il Cooperative Learning presenta tre principali caratteristiche:

  1. Interdipendenza più positiva tra gli studenti
  2. Relazioni face to face
  3. Maggiore benessere psicologico e responsabilità individuale

Come realizzarlo in classe?

L’apprendimento cooperativo è una metodologia adatta a tutti gli studenti, particolarmente ai bambini della scuola primaria, ma per applicarla bene ed evitare che si riduca ad un semplice lavoro di gruppo bisogna prestare attenzione ad alcuni aspetti:

  • Formazione dei gruppi che devono essere eterogenei per competenze ed interessi, in modo tale che ogni gruppo possa offrire idee e spunti diversi per il raggiungimento del fine comune;
  • Organizzazione degli spazi che devono permettere ai membri di ogni gruppo di sedere faccia a faccia e abbastanza vicini da condividere materiali e scambiarsi opinioni senza recare disturbo agli altri gruppi;
  • Numero dei membri che devono rientrare tra un minimo di 3 ed un massimo di 5 partecipanti per gruppo. Gruppi troppo numerosi potrebbero compromettere la buona riuscita dell’apprendimento cooperativo in quanto ci potrebbe essere il rischio che alcuni studenti non partecipino attivamente al lavoro.

Quale rapporto con la disabilità?

Il Cooperative Learning, essendo una metodologia didattica che valorizza le differenze, rientra tra le strategie di Didattica Inclusiva.

Infatti questa strategia ha un duplice vantaggio per i bambini/ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (BES):

  • Incide positivamente sul rendimento scolastico
  • Favorisce l’integrazione con i pari
  • Incrementa la motivazione e l’autostima

Inoltre, l’uso costante di questo apprendimento in situazioni di disabilità ha anche dei benefici a lungo termine in quanto lo studente con Bisogni Educativi Speciali vedrà ridursi il suo senso di frustrazione e demotivazione derivanti dall’uso di strategie didattiche poco o non adatte al suo funzionamento.

Il Cooperative Learning al tempo del Corona Virus

Quello che abbiamo vissuto negli scorsi mesi e stiamo vivendo ha messo e metterà ancora a dura prova la didattica tradizionale portando all’introduzione della didattica a distanza dove il lavoro di gruppo è diventato “apprendimento a distanza”.

Nei mesi scorsi, sono stati creati “gruppi di lavoro virtuali” in cui i docenti hanno  proseguito con la didattica ma a distanza.

Quest’anno la scuola ripartirà ma come?

Per la messa in sicurezza di docenti e studenti la parola d’ordine è DISTANZA. Quindi assisteremo ad un apprendimento cooperativo del tutto differente da quello tradizionale in cui ci si concentrerà sui diversi modi di organizzazione degli studenti e sul come sarà possibile intraprendere un lavoro di gruppo.

Assistiamo a quella che, ad oggi nel mondo anglosassone, viene chiamata metodologia “Classfronter” dove, oltre ai giorni di lezione in aula, agli studenti sono erogati corsi a distanza organizzabili in gruppi.

Tutti i gruppi saranno costituiti dai docenti e incoraggiati  ad avere incontri regolari di lavoro in rete dove poter discutere e cooperare sulle attività proposte dal docente stesso. Con l’apprendimento a distanza si assiste ad una differenziazione sia nel tempo che nello spazio tra docenti e studenti rispetto a quanto accade nell’apprendimento reale.

Questa nuova forma di insegnamento è stata chiamata “Apprendimento Aperto” a causa della sua nuova struttura che offre agli studenti un ampio grado di libertà nella pianificazione e nel completamento del loro lavoro. Se il gruppo ha successo in questo nuovo percorso, ha successo anche tutto il processo formativo di apprendimento.

“Tutti per uno, uno per tutti”
– I tre moschettieri-Alexandre Dumas

Condividi

Share on facebook
Share on linkedin
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vuoi ricevere i nuovi articoli via Mail?

Iscriviti alla nostra Newsletter e ogni mese riceverai una mail con i nuovi articoli pubblicati.

Altro da scoprire

Adulti
Dott. Alessandro De Renzi

La gestione della rabbia

La rabbia è una reazione necessaria e benefica, una risposta biologica protettiva che però può diventare un’emozione devastante capace di modificare la percezione della

Un Centro di eccellenza

Con sedi cliniche a Galatina e Casarano e professionisti partner su tutto il territorio nazionale, il Centro è un autentico polo di riferimento nel Sud Italia nell’ambito della psicoterapia, della neuropsicologia e delle neuroscienze cliniche integrate.