Coppia: per vivere sereni occorre imparare a litigare

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Sembrerà paradossale, ma in una coppia, per andare d’accordo, occorre imparare a litigare.

Contrariamente a quanto si pensi, infatti, la coppia felice non è quella che non litiga mai ma è quella che sa litigare bene: in una relazione affettiva i conflitti sani, quelli costruttivi dai toni e contenuti rispettosi, aperti e pacati, sono molto importanti, perché di volta in volta, insieme alle proprie ragioni si esprimono e rivendicano i propri limiti, confini, e la propria identità. Attraverso il confronto, di fatto, i partner hanno la possibilità di conoscere meglio se stessi e l’altro, di definirsi, di prendere consapevolezza delle vicendevoli differenze e di riflettere e maturare in un’ottica di crescita personale e relazionale. Non solo, discutere in maniera civile e moderata fortifica la coppia, poiché potendo contare su importanti sentimenti di accettazione, comprensione e rispetto reciproci, si viene a creare all’interno di essa uno spazio condiviso in cui ognuno si sente libero di poter essere se stesso e di esprimere punti di vista, idee, pareri e sentimenti. Non c’è nulla di male ad avere opinioni divergenti! Anzi, non sarebbe così assurdo ipotizzare che se in una coppia non si discute mai probabilmente è perché vi è la paura di esporsi, di non essere capiti, di perdere l’amore del partner, o peggio ancora che vi sia una testa che pensa per due. In ogni caso, non è un buon segno.

Diversamente, il conflitto non sano, quello del tipo distruttivo, denso di accuse, squalifiche, denigrazioni e umiliazioni reciproche, critica serrata, aggressività e violenza (verbale e/o fisica), discussioni inconcludenti e pretestuose, nate con il solo scopo di rivendicare il proprio potere piuttosto che trovare una soluzione, compromette irrimediabilmente le fondamenta della relazione, che sarà vissuta da entrambi i partner come pesante, soffocante, negativa, dannosa, malata.

In queste situazioni è molto importante riuscire ad essere assertivi, cioè avere la capacità di condividere il proprio pensiero senza cadere né nell’aggressività, né nella passività. Ecco, dunque, alcune dritte per discutere bene, in modo più sano, adulto e maturo:

  1. Ascoltare attivamente: concedere all’altro lo spazio per esprimere le proprie idee, senza denigrare o aggredire, considerando la sua opinione una valida alternativa alla nostra, al fine di poter raggiungere un punto d’incontro tra le due.
  2. Parlare in prima persona e verbalizzare quello che si prova: spiegare le ragioni dei propri sentimenti permette all’altro di comprendere eventuali errori commessi e la reazione che hanno suscitato in noi, ma senza che si senta giudicato ed accusato (al “sei il solito ritardatario irrispettoso!” è preferibile “sono venti minuti che ti aspetto, sono arrabbiato.”). Il pronome da usare è Io, non tu.
  3. Disinnescare per evitare l’escalation: è il punto di non ritorno, da qui in poi tutto ciò che verrà detto avrà poco a che fare con il principale motivo della discussione, dunque sarà inutile e dannoso. Quando il confronto ha perso le ragioni iniziali e si costituisce di sole accuse e rancori rivangati, è meglio sospendere ed attendere che gli animi si plachino.
  4. Rispettare i tempi dell’altro: per affrontare una discussione entrambe le parti devono essere ben disposte e volere il confronto; non tutti i momenti sono buoni per risolvere delle questioni né si è sempre emotivamente pronti e disponibili al dialogo. Occorre rispettarsi anche in questo.

Ed il silenzio? Spesso si usa per sedare un conflitto, ma il più delle volte è un’arma a doppio taglio. Sebbene inizialmente garantisce la quiete, è a lungo andare che crea importanti problematiche nella coppia, specie se viene utilizzato in maniera strategica per evitare situazioni o tematiche scomode. Sottrarsi sistematicamente al confronto giova ben poco alla relazione, non le concede di crescere, né di superare piccoli e ordinari ostacoli evolutivi, piuttosto la blocca e la raffredda. Questo perché il silenzio allontana anziché placare, crea distanza emotiva, non concede all’altro l’accesso alla propria sfera affettiva impedendogli di fatto di ascoltare e poter capire, restituendo un senso di rifiuto, di mancata accoglienza, di considerazione vera e propria.

Bisogna sempre trovare il coraggio di parlarsi: i silenzi pesano come pietre e le pietre alzano i muri, quelli che poi alla fine separano.

 

Dott.ssa Valentina RuccoPsicologa e Psicoterapeuta

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