“DUE SOLITUDINI CHE SI FANNO COMPAGNIA” – Appunti di una prima seduta di terapia di coppia

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Dott.ssa Emanuela Ferlito – Psicologa, psicoterapeuta

“Oggi sono triste, è uno di quei giorni in cui vedo tutto nero. Mi sento sola. Da molto tempo ormai io e Nicola siamo due solitudini che si fanno compagnia e questo mi distrugge, mi sembra di perdere un pezzettino di noi ogni giorno.”

Con queste parole Chiara (nome di fantasia) comincia la sua prima seduta di terapia di coppia. Dopo tanti tentativi è riuscita a convincere il suo compagno a cominciare questo percorso per affrontare la crisi che li attanaglia da mesi. Nicola (nome di fantasia) è scettico e, per ora, ha accettato di partecipare solo per fare contenta lei, dice. Non “crede” negli psicologi e sostiene che non serva parlare dei propri problemi ad un estraneo. Chiara la pensa diversamente: vuole comprendere più a fondo ciò che sta succedendo alla loro vita, fare chiarezza nei suoi sentimenti, e spera così di poter ritrovare l’intesa che avevano un tempo. È una donna di 32 anni “solare e allegra in più delle volte”, così almeno si descrive lei. È la seconda di quattro sorelle ed è molto legata alla sua famiglia d’origine. È anche una fisioterapista che, dopo tanto impegno e sacrifici, è riuscita ad affermarsi professionalmente. Lei e Nicola si sono conosciuti durante una festa a casa di amici circa nove anni fa, si sono innamorati al primo sguardo e da allora non si sono più lasciati. Hanno vissuto la loro storia d’amore a distanza per i primi due anni ed affrontato tante difficoltà. Ormai da quattro convivono in una piccola casa in affitto. Nicola ha 37 anni e Chiara lo descrive come introverso, dolce e molto passionale, o almeno lo era fino ad un anno fa quando la piccola azienda per cui lavorava da tempo come ingegnere lo ha licenziato. Da allora, a detta di Chiara, sono cominciati i loro problemi:

Non viaggiamo più, non facciamo più progetti, mi sembra che la nostra vita si sia fermata. Abbiamo cominciato a litigare per questioni futili, le piccole cose che prima ci rendevano felici ora sembrano non bastare più. Non facciamo l’amore da mesi. Ci stiamo allontanando giorno dopo giorno. Con il mio stipendio potremmo vivere tranquillamente e magari pensare ad un figlio, una volta lo voleva anche lui, ma ora non ci vuole neanche pensare. Trovare un buon lavoro è diventata un’ossessione. Non lo capisco! Non riusciamo più a parlare, non so cosa fare.

Per quasi tutto il tempo della seduta Nicola resta in silenzio e guarda altrove, di tanto in tanto abbassa lo sguardo e scuote la testa in segno di disapprovazione, giocherella nervosamente con l’anello che ha al dito. Poi, alla fine del colloquio, dice a Chiara:

“Tu pensi solo a te stessa! Visto che siamo qui per parlare, la prossima volta avrò anch’io qualcosa da dire riguardo a ciò che non va bene nel nostro rapporto.”

Le relazioni d’amore nascono spesso così, in un attimo. Le persone si incontrano, si riconoscono e si scelgono in un preciso momento della loro vita. Sono innamorate, tutto è meraviglioso e si illudono che quell’amore possa durare in eterno esattamente così com’è, immutato, senza far nulla, senza essere disposti ad incontrarsi ed a condividere davvero. E invece no. La coppia è un’entità viva e in quanto tale ha bisogno di essere nutrita, accudita e ravvivata. Cambia continuamente e si evolve nel tempo di pari passo con ciascuno dei partner che la compone. Così questi ultimi, per continuare ad essere coppia, si trovano a rinegoziare vecchie decisioni, a cercare nuovi equilibri ed a tentare di mantenere viva la curiosità l’uno dell’altro.

A volte però, di fronte ad alcuni eventi della vita, tutto questo non sembra possibile. L’arrivo di un figlio, un trasferimento, la perdita del lavoro… possono mettere a dura prova l’intesa di coppia e può capitare di sentirsi insoddisfatti, limitati e frustrati, intrappolati in una relazione in stallo che soffoca anche il sentimento più profondo e sincero. E pian piano viene meno il dialogo, la fiducia, il piacere.

Nella storia di Chiara e Nicola si possono percepire chiaramente la solitudine, la rabbia e il dolore che ciascuno di loro sta provando. La loro scelta di intraprendere un percorso di terapia di coppia ci da l’occasione di soffermarci sul supporto importante che esso può dare ad una relazione in crisi. La psicoterapia di coppia, infatti, offrirà loro la possibilità di “allargare lo sguardo” spostandolo da se stessi – i propri bisogni, opinioni e pretese – all’altro e permetterà l’incontro tra le loro solitudini, la loro rabbia, il loro dolore. Solo in questo modo sarà possibile uscire dall’immobilità, ritrovarsi, chiarirsi e costruire insieme un nuovo modo di essere coppia oggi, oppure giungere alla decisione consapevole di lasciarsi senza rancore né rimpianti. Chiaramente nel mezzo di questi due estremi esistono infinite forme di relazione ed è sempre la coppia, nella sua unicità, a scegliere la sua.

In questo “spazio neutro” che la terapia di coppia offre, lo psicoterapeuta è una presenza non giudicante e super partes che accompagna la coppia nell’esplorazione e la sostiene nell’espressione e nella comunicazione, rendendo visibili le dinamiche tra i partner e dando loro la possibilità di sciogliere i nodi che imprigionano e soffocano il rapporto.

Non è necessario “credere negli psicologi” per scegliere di iniziare un percorso terapeutico e migliorare la propria vita di coppia (la psicoterapia non è un atto di fede e noi psicologi non siamo guru ma solo persone più esperte di altre nelle relazioni affettive). È fondamentale, invece, “credere” nella propria coppia, volersi abbastanza bene da chiedere aiuto, essere disposti a mettersi in discussione ed essere aperti al cambiamento.

Dott.ssa Emanuela Ferlito – Psicologa, psicoterapeuta

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Questo articolo ha un commento

  1. Milena D'Onghia

    Un ringraziamento alla Dott.ssa Ferlito che con la definizione di coppia come ‘entità viva’ fa riflettere molto sulla necessità di non dare mai nulla per scontato.

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