Dal 1° luglio 2022 al via l’obbligo della fattura elettronica per i forfettari: un nuovo adeguamento anche per gli psicologi

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del d. l. n.36 del 30 aprile 2022, il cosiddetto “Decreto PNNR2”, è stata finalmente stabilita l’estensione alla vastissima platea dei professionisti che operano in regime forfettario l’utilizzo dello strumento della Fattura Elettronica.

Dopo mesi di attesa e nella piena incertezza del quando questo obbligo sarebbe divenuto realtà, è finalmente chiaro che dal 1° luglio 2022 saranno obbligati all’utilizzo della fatturazione elettronica i forfettari, ma anche i contribuenti in regime di vantaggio e le associazioni sportivo dilettantistiche (in sostanza sono venute meno tutte le esenzioni individuate in sede di discussione).

Perché questa scelta? L’obiettivo principale è sempre stato quello della riduzione del gap in materia di IVA: l’utilizzo della fatturazione elettronica per tutti punta a favorire l’emersione del sommerso e rendere più trasparente il rapporto col Fisco (basti pensare che, dall’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, nel raffronto tra il 2018 ed il 2019, grazie alla fatturazione elettronica sono stati recuperati 3,5 miliardi di euro in più).

Chi è interessato?

Qualsiasi categoria di professionisti, purché rientrante nel regime fiscale forfettario. Per il nostro interesse, non possiamo che sottolineare che anche gli psicologi che rientrano nel regime fiscale forfettario dovranno adeguarsi all’obbligo della fatturazione elettronica. Resta fermo il fatto che, con preciso riferimento alla professione di psicologo, le fatture sanitarie emesse a persone fisiche dovranno continuare ad essere emesse in modalità non elettronica (vengono infatti caricate in STS – Sistema Tessera Sanitaria – e non transitano tramite lo SdI), mentre quelle emesse ad enti o, in generale, a persone giuridiche, saranno emesse in modalità elettronica.

Bisogna però sottolineare un aspetto, oggettivamente molto importate. Il termine segnato del 1° luglio 2022 non è totalmente un aut aut. A norma di decreto, ad essere interessati dal 1° luglio saranno “i soggetti che nell’anno precedente abbiano conseguito riocavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori ad euro 25.000”, mentre “per i restanti soggetti” la data è stabilita nel 1° gennaio 2024.

Chi deciderà di transitare alla fatturazione elettronica entro quest’anno, ovviamente, si ritroverà ad agire con un regime “misto”, fatturando per i primi 6 mesi con libretto cartaceo e per i successivi 6 mesi in modalità elettronica.

Per cercare di ovviare a qualsiasi tipo di problema, il testo definitivo per l’attuazione del PNRR conferma un periodo di parziale moratorie dall’applicazione delle sanzioni: infatti, nell’intero terzo trimestre del periodo d’imposta 2022 (1 luglio – 30 settembre) l’emissione della fattura elettronica per i nuovi obbligati sarà consentita entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, derogando temporaneamente al termine dei 12 giorni previsto ex lege.

Da un punto di vista pratico, per potersi adeguare pienamente all’obbligo di fatturazione elettronica, bisogna fare affidamento su software specifici che permettono la compilazione del documento ed il transito dello stesso tramite il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate (SdI) –  e già questo permette di fugare l’amletico dubbio riguardante le fatture redatte con proforma Word o Excel: le fatture compilate su fogli elettronici NON sono fatture elettroniche!

Di software e gestionali per la fatturazione se ne trovano a bizzeffe, i costi sono generalmente contenuti e, ormai, la stragrande maggioranza permette il collegamento con il Sistema di Interscambio. Alcuni sono di ampio respiro e possono essere utilizzati pressoché da tutti i forfettari, altri sono specifici per determinate categorie di lavoratori (uno tra tutti, Psicogest, gestionale di fatturazione online, pensato da psicologi per psicologi).

A conti fatti, il passaggio alla fatturazione elettronica può portare solo dei vantaggi, soprattutto per il professionista, anche grazie alla possibilità di un più diretto e veloce collegamento col Fisco.

In quest’ottica, quindi, questo del passaggio alla fatturazione elettronica dovrebbe esser vista come una possibilità più che come un obbligo e sarebbe allora consigliabile per tutti traghettarvi già entro il 1° luglio di quest’anno – così da non impazzire quando si pensa di aver lasciato il libretto delle fatture sulla libreria, ma poi non lo si ritrova più!

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