I DSA dal punto di vista neuropsicologico

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I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono difficoltà che interessano le abilità di lettura, scrittura e calcolo. Questi compaiono nei primi anni scolastici e si manifestano con difficoltà costanti e, in alcuni casi, crescenti. Inoltre, molto spesso, si sviluppano, in concomitanza con altri disturbi, come ansia o disturbi dell’umore, ADHD. Di conseguenza, tali difficoltà non si limitano solo ad alcune abilità ma molto spesso coinvolgono anche la sfera affettiva e sociale della vita del bambino. Aspetti, questi, che non posso essere tralasciati.

I DSA si suddividono in

  • DISLESSIA → disturbo specifico della lettura
  • DISGRAFIA → disturbo specifico della scrittura, più nel dettaglio dell’abilità grafo-motoria
  • DISORTOGRAFIA → disturbo specifico della scrittura
  • DISCALCULIA → disturbo specifico della abilità di calcolo

Da un punto di vista neurobiologico, possiamo sostenere che i DSA, siano causati da un’alterazione dello sviluppo neurale, che si ripercuote sulle aree ed i circuiti cerebrali, con conseguente compromissione delle funzioni cognitive. Semplificando, i DSA, derivano da disfunzioni del Sistema Nervoso Centrale e scaturiscono da una complessa interazione tra fattori genetici ed ambientali; tale interazione interferisce con le capacità percettive e di processamento delle informazioni. I fattori ambientali sono legati spesso a problemi socioculturali. Per quanto concerne i fattori genetici, invece, ci si riferisce alla trasmissione ereditaria di tali disturbi.

La dislessia, ad esempio, è associata a delle anomalie anatomiche e funzionali dell’emisfero sinistro, ovvero quella parte di cervello, deputata al corretto funzionamento del linguaggio e della lettura. Le anomalie anatomiche sono per lo più legate ad una difficoltà nel corso dello sviluppo, di un processo che permette ai neuroni di raggiungere la loro destinazione finale. Mentre, per le anomalie funzionali si fa riferimento al non corretto funzionamento di una particolare area del cervello deputata al riconoscimento delle parole e di quel circuito cerebrale responsabile della rappresentazione mentale dei segni nei suoni corrispondenti, processo necessario ai fini di una corretta lettura. L’ area che permette questo non è inattiva ma semplicemente è più lenta, questo porta i soggetti dislessici ad impiegare molto più tempo nella lettura rispetto ai soggetti non dislessici.

Parlando della disgrafia e disortografia, invece, si ipotizza che possa essere compromesso il circuito visuo- motorio, ovvero, quel particolare circuito della nostra mente che si occupa delle competenze visuo- spaziali, percettive, motorie e di pianificazione del movimento. Questo, di conseguenza, interferisce nella corretta abilità di scrittura.

Mentre una parte del nostro cervello, chiamata lobo parietale, deputata ai processi di calcolo e non solo, risulta meno attiva nei soggetti con discalculia.

In conclusione, possiamo quindi affermare che i DSA, derivando da un disturbo del neurosviluppo sono difficoltà permanenti da non sottovalutare. Occorre quindi, una diagnosi corretta e tempestiva, ai fini di inquadrare la difficoltà ed utilizzare le strategie più consone per affrontare tale difficoltà e garantire sostegno ed autonomia al bambino.

È molto importante riconoscerli precocemente in modo da monitorare costantemente ed intervenire sull’intensità del deficit ma anche per ridurre al minimo l’impatto emotivo che tali difficoltà, naturalmente, provocano nel bambino. È necessaria, quindi una valutazione neuropsicologica ottenuta tramite prove standardizzate; un’anamnesi familiare e personale, esame clinico e neurologico, eventuali esami diagnostici, valutazione dell’equilibrio emotivo, e delle condizioni scolastiche e di apprendimento. Solo alla fine di questo iter, lo psicologo potrà stilare una valutazione funzionale delle abilità e dei processi cognitivi del bambino e di conseguenza sviluppare un intervento abilitativo-riabilitativo mirato.

Dott.ssa Ilaria Pizzolante

Psicologa

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