Il disturbo da abbuffata nel binge eating

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Il disturbo da binge eating prevede un episodio di abbuffata a cui non seguiranno atti compensatori, dunque non è paragonabile al disturbo da bulimia nervosa.

Il disturbo da binge eating non caratterizza esclusivamente soggetti in stato di obesità ma spesso è presente in pazienti sovrappeso o normopeso.

Il disturbo da binge eating potrebbe verificarsi in qualsiasi momento della giornata; è questa una delle caratteristiche che lo differenza dalla sindrome da alimentazione notturna (NES).

La caratteristica principale del disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder, BED) è la presenza di ricorrenti episodi di abbuffata intendendo con essi l’assunzione, in un discreto periodo di tempo (ad esempio meno di due ore), di una quantità di cibo definitivamente più grande di quella che una persona mangerebbe in un simile lasso di tempo e paragonabili circostanze. Il termine binge, ad oggi, assume più semplicisticamente la connotazione di “peccato di gola” ma l’esercizio messo in atto da un binge eater riconosciuto è ben più lontano dall’avverare quel semplice desiderio di dolce.

“L’impulso ad abbuffarmi inizia intorno a mezzogiorno di un giorno normale – cioè un giorno in cui mi sforzo di non mangiare. Durante il pomeriggio i miei pensieri orbitano sempre più intorno al cibo fino ad annullare la mia concentrazione. Quindi sospendo tutte le attività e vado alla ricerca del cibo.”

Ma i racconti di abbuffate posso essere estremamente eloquenti quanto diversificati se pensiamo che ogni episodio nasce da un intreccio di fattori scatenanti, più o meno comuni, e termina con un semplice interrogativo “ma è solo un abbuffata?”. Molte sono le persone che compiono abbuffate e al contempo possono essere gli stessi artefici di diete estreme e rigidi regimi alimentari portati avanti, ad intermittenza, negli anni. Di fatto è molto frequente che le persone affette da disturbo da binge eating alternino periodi di diete eseguite con successo a periodi di eccessi alimentari costellati da abbuffate. Come conseguenza il loro peso corporeo può variare significativamente e non assumere necessariamente le sembianze di un soggetto in stato di obesità. Le diete giocano dunque un ruolo importante nell’essere fattore scatenante di abbuffate soprattutto in coloro che nutrono indubbiamente molte preoccupazioni rispetto alla loro forma fisica e al loro peso corporeo.

E se il disturbo da Binge Eating per definizione si caratterizza da episodi di abbuffata non seguiti dall’uso regolare di atteggiamenti compensatori, cosa si intende per abbuffata? E’ molto difficile delinearne i caratteri tipici ma senza dubbio è possibile far leva sulla frequenza d’episodio corrispondente in almeno una volta a settimana. Dunque l’informazione generale di un’avvenuta abbuffata “ una volta ogni tanto” non ci porta a scavare a fondo nel quadro nutrizionale del soggetto, piuttosto risulta sterile e decontestualizzata. Di contro, nei particolari di un’abbuffata emerge un atteggiamento selettivo del paziente nei confronti del cibo che caratterizza la stessa; cibi dolci, cibi che riempiono e cibi proibiti sono gli aggettivi più spesso utilizzati e che portano a riflettere sulla diretta causa dell’abbuffata. Di fatto potrebbe emerge la tendenza al consumo di cibi ricchi in carboidrati, sebbene non sia particolarmente elevata, rispetto alla quantità di cibo ingerito indistintamente dalla classificazione in macro o micronutrienti. La tipica abbuffata potrebbe comporsi di biscotti, snack dolci, cioccolata e gelato portandoci a pensare che ci sia una netta abbondanza di carboidrati o zuccheri semplici; tuttavia gli stessi cibi per quanto abbiano un contenuto di carboidrati alto non trascurano, al contempo, la componente dei grassi. Dunque l’entità di un’abbuffata si nasconde dietro un apporto calorico, proveniente da qualsivoglia tipologia di alimento, compreso fra le 1000 e le 2000 Cal e circa un quarto delle abbuffate includono più di 2000 Cal, pressappoco il fabbisogno calorico medio giornaliero di un uomo.

A prescindere dalla tipologia di abbuffata, ne potremmo descrivere di più o meno peculiari, è utile focalizzarsi su come tutte iniziano e terminano per cause ben precise, le stesse che aiuteranno il paziente a riporre l’attenzione, con il professionista, sul disturbo e iniziare un certosino lavoro insieme. Le cause scatenanti maggiori sono: digiuno o deprivazione, creano una crescente pressione fisiologica, e psicologica, a mangiare una volta scaduto il tempo massimo di resistenza; regole alimentari troppo rigide da essere infrante, come assumere quel cibo vietato in un preciso momento ma senza controllo; aumento del peso, anche e solo di mezzo chilo, può essere fattore scatenante di abbuffata innescando una sensazioni negativa e di sfiducia nei confronti del regime dietetico attuato dandone come immediata risposta l’assente controllo d’assunzione del cibo; sentirsi grassi, in quanto esperienza riferita soprattutto alle donne, equiparato all’essere grasso a prescindere dalla forma fisica, porta ad innescare continui cicli di restrizione-abbuffata; essere soli, causa o effetto di un abbuffata che esso sia, porta il soggetto ad aumentare il rischio di cadere nel medesimo episodio ma trascina con se sentimenti negativi come la paura e la rabbia.

Gli stessi sentimenti possono essere esacerbati dagli effetti fisici connessi ad un’abbuffata come l’insonnia, la distensione addominale o l’alterata digeribilità portando la persona a non poter giustificare l’episodio come un singolo peccato di gola piuttosto attivando inconsciamente meccanismi poco costruttivi, di tipo compensatorio, come il mangiare meno e l’aumentato esercizio fisico.

In definitiva per quanto contaminato e sovrapponibile possa essere il BED con altri disturbi alimentari è possibile trattarlo con programmi dietetici ipocalorici, in pazienti in stato di sovrappeso o di obesità, adattando il regime alimentare al loro stile di vita e non viceversa. Inoltre, gli ultimi dati presi in analisi mettono in luce un altro importante aspetto: il successo nel correggere e/o ridurre gli episodi di abbuffata non è sempre corrisposto e ripagato dal mantenimento del peso corporeo raggiunto. Per questo motivo, la terapia d’elezione, ai fini del singolo successo, non deve esclusivamente garantire un intervento di tipo nutrizionale, o dietoterapico dir si voglia ma, al contempo, anche di tipo psicoterapeutico.

FONTI:
Christopher G. Fairburn (2014) Vincere le abbuffate – Ed. Raffaello Cortina
Riccardo della Grave (2014) Disturbo da alimentazione incontrollata. Che cos’è e come affrontalo. Ed. Positive Press
Reas, D. L. & Grillo, C. M. (2014). Current and emerging drug treatments for binge eating disorder. Expert opinion on emerging drugs, 19, 99 – 142.

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