Terapeuta On Line: l’umanizzazione della tecnologia

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La psicoterapia online si svolge in uno spazio virtuale in cui terapeuta e paziente si incontrano attraverso due dispositivi connessi ad Internet.

La seduta viene effettuata da remoto, conservando le stesse caratteristiche di un appuntamento fisico, con tariffe, data e orari concordati.

Superato ogni dubbio pregiudiziale connesso con l’attuazione di un servizio moderno ma ancora in fase embrionale e di sviluppo, il servizio di consulenza online ha mostrato gradualmente le sue potenzialità, configurandosi come strumento innovativo e capace di rappresentare una valida alternativa alle difficoltà di tipo logistico, senza nessuna necessità di spostamenti, elemento di fondamentale importanza soprattutto per persone con mobilità limitata, e a tutte le altre difficoltà emerse soprattutto a causa della pandemia, come il distanziamento sociale, che ha interrotto drasticamente lo svolgimento di numerose attività professionali, come la psicoterapia.
In base allo specifico paziente e al tipo di terapia che si decide di intraprendere insieme, è possibile strutturare uno spazio privo di elementi di disturbo in cui è possibile costruire in maniera efficace un percorso capace di limitare ogni dimensione spazio temporale e raggiungere risultati eccellenti, determinando anche una significativa riduzione dei costi e una notevole ottimizzazione del tempo impiegato.

L’alta versatilità e adattabilità del servizio emergono anche osservando le necessità culturali di chi, vivendo all’estero, ha l’esigenza di rivolgersi ad un professionista della stessa cultura d’appartenenza e che utilizza la stessa lingua, facilitando lo spazio intimo indispensabile per realizzare una comunicazione efficace.
Nella volontà di mantenere un alto livello di onestà intellettuale, è necessario considerare anche qualche limite o svantaggio, legato alla qualità della connessione internet e alla percezione che tutto sia artefatto e irreale. Durante le sessioni da remoto, il linguaggio del corpo e i segnali non verbali possono risultare deficitari e, al fine di evitare comportamenti poco aderenti ad un trattamento terapeutico, a volte può risultare indispensabile ridefinire norme, princìpi e consuetudini che regolano la terapia.

Tuttavia, per aumentare il livello di empatia e per riconoscere le emozioni espresse dal paziente, è possibile osservare la postura e i segnali non verbali del volto e focalizzare l’attenzione sull’ascolto della sua voce, dipendente dalla fluenza del linguaggio, oltre che dalle sue caratteristiche intrinseche, come il ritmo e il tono, capaci di modularsi in maniera sincrona con i vissuti emozionali.
Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato l’efficacia della consulenza psicologica da remoto, e, nello specifico, della CBT fornita online, in tempo reale, attraverso studi condotti su gruppi di pazienti con depressione (1), mettendo in evidenza i vantaggi e i benefici del trattamento, soprattutto a lungo termine con controlli periodici (follow-up).

Un altro studio condotto su un campione di pazienti con ansia generalizzata (2) ha mostrato la notevole efficacia della terapia online e dei gruppi di supporto su Internet, percepita da un significativo numero di pazienti come maggiormente conveniente rispetto agli incontri in presenza.
Infine, un’accurata analisi che ha raccolto 14 studi, discute sui limiti dei risultati e fornisce delle importanti raccomandazioni riguardanti la terapia online e la ricerca futura, ma non ha rivelato nessuna differenza di efficacia rispetto agli incontri in presenza. (3)

Anche i risultati della comunità scientifica forniscono, dunque, un forte supporto per l’adozione di interventi psicologici da remoto come l’attività terapeutica e suggeriscono diversi spunti in merito alla sua applicazione, confermando che i dispositivi online rappresentano solo dei mezzi diversificati, spesso maggiormente pratici e versatili, per attuare un percorso terapeutico ugualmente funzionale, in cui l’efficacia rappresenta il principio cardine di questo moderno strumento di supporto, la cui utilità viene percepita positivamente soprattutto dai pazienti.

Superata la fase iniziale, ciò che resta è il senso del percorso, l’emozione di conoscere il paziente all’interno di uno spazio virtuale meno formale, seppur virtuale, dove è comunque possibile fare psicoterapia e poter incontrare la sua esistenza, umanizzare una condizione solo apparentemente asettica e distaccata, installare una connessione non solo tecnologica ma anche emozionale, mantenendo sempre presente il corretto svolgimento della funzione terapeutica.

 

 

Alessandro De Renzi

Psicologo

 

 

SITOGRAFIA:

 

  • https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0140673609612575?casa_token=TVBrYonDmgYAAAAA:m1VgLYGEIhvPE6LY–MtlYaJ_DrxkelPDNJfluLKm8U37Ks5jCBoX5eFQ9nVZjjo5sEXc0SdkAI

 

  • https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1111/1467-8721.01214?casa_token=9YXTpxDm8YUAAAAA%3A1gjEZ8-cIA9tsJS166oxftWn6YPAcJsI6yNxh7nOmFjANSstwuqrQEKYMU7bI2pc7vL8oVPOGzUWmA

 

  • https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/15228830802094429

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Michele

    Le riflessioni sui molteplici aspetti positivi e non, rappresentati dalla psicoterapia online qui espresse dal dottor De Renzi trovano tutta la mia considerazione. Concordo sulla sua analisi e auspico un maggior uso di questo servizio nato da un esigenza dettata dalla necessità del triste momento pandemico che stiamo attraversando. Michele Criscuolo

  2. Sara

    Sono pienamente d’accordo con le parole del Dottore De Renzi,è possibile fare psicoterapia e incontrare la sua esistenza,con una connessione non solo tecnologica ma emozionale.Io sono stata tre anni dal 97 al 99 andavo a piedi al Centro Australiano e anche ora che sono in cura da uno psichiatra molto bravo ma devo arrivare a Monteforte,anche se ora ogni 3 mesi.Mi auguro che possa andare avanti questo nuova sperimentazione di terapia psicologia,io posso dire che approvo e appoggio il Dottore Alessandro De Renzi.

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