Un bel giorno il principe arriverà

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Un bel giorno il principe arriverà” è il titolo del primo capitolo del libro “La principessa che credeva nelle Favole” di Marcia Grad Powers, ma in alcuni casi rappresenta il filo conduttore di vite vissute nell’attesa che arrivi un salvatore.

Indipendentemente dall’essere uomo o donna, il percepirsi difettosi, inadeguati o a metà, talvolta può portare le persone a ricercare all’esterno la soluzione a questo dolore.

“Quando una persona è divorata dalla fame ma non conosce la vera fonte del vuoto che ha in sé, le illusioni diventano sue maestre, e lui diventa il loro schiavo.”

E’ un libro scritto in maniera semplice, conduce a riflettere e ad interrogarsi sulla qualità delle relazioni scelte, il tutto attraverso il racconto del viaggio della Principessa Victoria, costellato da incontri con personaggi fantastici: un gufo, un delfino  e un mago.

Una favola la cui protagonista, cresciuta in un contesto in cui non vi era spazio per le emozioni e in cui il codice reale dettava ciò che era giusto e sbagliato, diviene una donna che compie degli sforzi disumani per salvare il proprio principe azzurro.

“Se il bisogno di amore di una persona sovrasta la sua esigenza di rispetto, la spinge a diventare la vittima di qualcuno che lo è stato in precedenza”

Una storia d’amore all’apparenza perfetta: un principe gentile, cordiale con amici e parenti, premuroso e attento, ma che lentamente si trasforma in carnefice. Sarà proprio il ricordo del periodo iniziale a incatenare la principessa: Victoria inizia a subire umiliazioni e scoppi di ira sempre più violenti, ma continua ad attendere che il principe torni l’uomo di cui si era innamorata.

“Se soffri più spesso di quando sei felice, vuol dire che non è amore, ma qualcosa di differente che ti tiene intrappolata in una sorta di prigione, e ti impedisce di vedere la porta verso la libertà, spalancata davanti a te.”

Cosa accade quando scopriamo che la nostra favola potrebbe essere diversa da ciò che abbiamo letto nei libri? Cosa succede quando accogliamo le nostre fragilità, le nostre emozioni?

Arriviamo a comprendere come ognuno di noi abbia la propria favola e che “per poter amare realmente qualcuno bisogna prima voler bene a se stessi”.

“Adesso sapeva che pur desiderando un principe all’interno della sua esistenza, non avrebbe mai dovuto permettergli di diventare la sua vita: amava se stessa abbastanza da poter vivere felice, con o senza di lui”.

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