FATEMI SCENDERE: la paura di volare

uomo con paura di volare

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Durante gli ultimi due anni, i viaggi, a causa della pandemia e delle restrizioni conseguenti, sono stati di gran lunga ridotti dalla maggior parte delle persone.  Questo ha comportato, soprattutto per chi aveva già difficoltà a volare, un aumento della paura dovuto alla mancanza di esposizioni in vivo.

Da uno studio condotto nel 2005, la percentuale di aereofobici (ovvero dei soggetti che hanno paura di volare) in Italia è di circa il 50% della popolazione, secondo quest’indagine il 65% delle donne ha paura di volare, mentre la percentuale negli uomini è del 48%. Questo dato potrebbe essere stato influenzato da fattori culturali e personali, come una diversa disponibilità, per il genere maschile, ad ammettere di aver paura. Dal 1997, alcune compagnie aree hanno organizzato dei corsi all’insegna della voglia di volare e hanno riscosso molto successo tra la popolazione, l’obiettivo non è quello di comprendere le motivazioni alla base della paura ma di fornire strategie utili per gestire gli aspetti fisici e psicologici più eclatanti.

Pensieri in volo

“Ho iniziato a sudare non appena la hostess ha iniziato ad elencare le procedure da effettuare in caso di ammaraggio, ho pensato che sarebbe potuto succedere davvero”;

“Avevo il posto finestrino, ero terrorizzato all’idea di guardare giù, c’era solo una distesa infinita di acqua, il primo pensiero è stato: e se l’areo precipitasse? L’idea di morire annegato mi agghiacciava”.

“Non temevo che l’areo cadesse, so bene che è uno dei mezzi più sicuri, ma la sensazione di non poter andare via mi terrorizzava. E se mi fossi sentito male? Se avessi avuto un arresto cardiaco in volo? chi mi avrebbe salvato?”

“Il pilota sarà un bravo guidatore? Avrà riposato abbastanza? È esperto? Le compagnie low cost assumono personale meno qualificato?

“Il momento più brutto è stato quando ho sentito il portellone dell’areo chiudersi. BUM! Ero in trappola! Non avevo via d’uscita”.

Questi stralci sono solo alcuni dei pensieri di chi ha paura di volare.

Appare chiaro che la preoccupazione di fondo non è sempre la stessa, e in alcuni casi, la paura di volare può nascondere problemi psicologici più gravi.

In altre circostanze, volare rappresenta una delle tante condizioni in cui si teme di esperire un attacco di panico e sarebbe quindi utile individuare la credenza iniziale e, attraverso una raccolta di informazioni accurata, comprendere in quali altri contesti si manifesta il timore.

Secondo la classificazione del DSM – 5 (APA, 2013), l’aerofobia è classificata tra i disturbi d’ansia, nel gruppo delle fobie specifiche di tipo situazionale perché è circoscritta ad unico stimolo fobico, l’areo.

La fobia è una paura intensa, non risponde alla logica della razionalità e determina dei veri e propri evitamenti comportamentali. Difficile combatterla leggendo articoli sulla sicurezza in volo e su quanto questo mezzo sia in realtà molto meno pericoloso delle quattro ruote perché, gli aspetti psicologici con cui si entra in contatto prendendo l’aereo sono molteplici e articolati. Secondo alcuni studiosi, la paura non è tanto quella di morire, ma di abbandonare i propri cari, di ineluttabilità di fronte ad un incidente aereo, di impotenza di fronte al mezzo e di malessere fisico legato alla velocità o all’altitudine.

L’aerofobia può insorgere improvvisamente o gradualmente. L’insorgenza acuta è la meno frequente e si presenta sotto forma di attacco di panico prima del volo o durante il volo. Quando invece la paura nasce gradualmente la persona racconta che ogni viaggio diventa sempre più spaventoso del precedente dando vita ad un vero e proprio evitamento.  

Diversi fattori potrebbero spingere chi è spaventato dall’idea di viaggiare in aereo a cercare una soluzione al problema: familiari, lavorativi e una motivazione endogena legata al percepirsi bloccato nell’esecuzione di un qualcosa che per altri è perfettamente naturale.

Come intervenire?

I trattamenti più indicati sono le terapie farmacologiche, i trattamenti psicologici, corsi e seminari a cui che prevedono l’apprendimento di tecniche di rilassamento.  Gli interventi psicologici prevedono la spiegazione dei principi fisici del volo, esposizioni in vivo o in immaginazione e tecniche di rilassamento per gestire i sintomi fisiologici dell’ansia.

Bibliografia:

Napoli L., Giannini M., (2016), La paura di volare e la paura di guidare, Franco Angeli Editore.

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