Intelligenza emotiva e schema corporeo: educare alla consapevolezza di sé e del proprio corpo

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La consapevolezza è un fattore determinante per tutte le azioni e situazioni che si presentano nella vita quotidiana e dell’apprendimento che avviene in ogni fase della crescita.  

Cosa si intende per “consapevolezza di sé”? Con tale terminologia si fa riferimento a quella competenza trasversale che riguarda la capacità di conoscere se stessi ed essere in grado di riconoscere vari aspetti di se come:

  • la capacità di riconoscere e comprendere le varie emozioni e le reazioni legate ad esse;   
  • saper riconoscere ed esprimere i propri bisogni e desideri;
  • riconoscere i propri punti di forza e di debolezza;
  • il modo di reagire alle situazioni e affrontare i problemi;
  • le modalità di relazione con la società;

Questa competenza è costituita dall’insieme delle attività intellettive, corporee, sensoriali ed emotive relative all’esperienza in corso e si costruisce con l’evolversi delle tappe di sviluppo psicomotorio del bambino. Dalla nascita fino ai 3 anni, i bambini  iniziano a percepire il corpo differenziandolo dalla figura di riferimento e percependolo come identità propria, infatti passo dopo passo, imparano a riconoscere i segnali e i ritmi del proprio corpo in via di sviluppo, il bambino diventa in grado di gestire e controllare il proprio corpo, imparando così  a scoprirlo e a orientarlo nello spazio entro cui si muove e per quanto riguarda la funzione energetico-affettiva, fin da subito il bambino , prova emozioni che gli danno informazioni sui cambiamenti dell’ambiente intorno a lui. Tuttavia, la sua capacità di comprendere e di gestire le emozioni, per potersi adattare al suo ambiente fisico e sociale, viene acquisita solo gradualmente in base alle sue esperienze vissute, grazie infatti alla motricità libera, il bambino inizia a prendere coscienza di sé stesso poichè il primo oggetto che il bambino percepisce è proprio il suo corpo in quanto mezzo dell’azione, della conoscenza e della relazione. Come già sappiamo durante la crescita, il bambino viene esposto a numerosi stimoli che riguardano ogni ambito della sua esistenza come scuola e famiglia ed è in questi ambienti che la percezione del corpo, essendo in continua evoluzione, viene aiutata a sviluppare una maggiore consapevolezza  del sé corporeo (conoscenza e percezione delle varie parti del corpo), a facilitare il bambino ad avere un maggiore controllo di sé e a gestire meglio le proprie emozioni (paura, tristezza, collera, gioia). Spesso nei bambini si forma un concetto di sé in base all’immagine che gli altri si fanno di loro, per tale motivo in contesti socio-educativi (famiglia, scuola, ambienti sportivi ecc), gli adulti assumono un compito delicato per il processo di formazione dell’identità e dell’immagine di sé. Ogni piccolo traguardo nel quotidiano merita di essere sottolineato, in questo modo il bambino acquisisce un senso di fierezza e si costruisce piano piano una memoria dei suoi piccoli, grandi successi, accrescendo in lui autostima e autoefficacia che in età scolare andrà ad incidere sullo sviluppo dello schema corporeo cosciente.

Perché è importante sviluppare la consapevolezza di sé e corporea fin da subito?

La “consapevolezza corporea” sta ad indicare la percezione e la rappresentazione mentale del corpo, come entità spaziale, costituita sulle basi cognitive delle sensazioni somestesiche. La costruzione dello schema corporeo esercita una funzione fondamentale nello sviluppo del bambino,  si elabora progressivamente con lo sviluppo e la maturazione nervosa, parallelamente all’evoluzione senso-motoria e in rapporto al corpo degli altri, per questo motivo una corretta stimolazione e potenziamento della consapevolezza corporea è determinante per una crescita equilibrata che lo porti a imparare a fare e al relativo piacere di saper fare.

Affinché il bambino possa acquisire la nozione di schema corporeo, interiorizzarla ed assimilarla, è necessario che siano integri i canali percettivi attraverso i quali egli percepisce i vari stimoli.

Un bambino che non è consapevole di sé stesso e del suo corpo, potrà sentirsi inadeguato e far crescere in lui senso di frustrazione e di insicurezza che possono dar luogo a sentimenti di scarsa autostima o di aggressività (disturbi del comportamento), oltre che a causare inibizione del movimento per paura di sbagliare e, crescendo, in difficoltà di apprendimento e di scrittura.

Difatti un’alterazione dello schema corporeo in età evolutiva ha conseguenze negative sul piano dell’apprendimento e questo, determina nel bambino difficoltà di relazione con l’ambiente circostante, difficoltà sul piano percettivo e motorio :  a livello percettivo si possono manifestare deficit delle abilità visuo-percettive e della strutturazione spazio-temporale, in quanto il bambino prima di adattare la sua attività motoria alla necessità dell’azione, deve saper apprendere e interpretare i vari stimoli provenienti dall’ambiente esterno e dal suo corpo, questo può creare di conseguenza  difficoltà di apprendimento soprattutto nella lettura e scrittura,  mentre  dal punto di vista motorio si noterà goffaggine, difficoltà nella coordinazione dei movimenti, lentezza nell’esecuzione dei movimenti e nell’organizzazione delle sue azioni , difficoltà nel controllo e dissociazione.

Intervento Psicomotorio Funzionale

L’intervento Psicomotorio Funzionale mira a nutrire le diverse funzioni attraverso il gioco, il movimento e tecniche di espressione corporea, che permettono al bambino di liberare emozioni e stati d’animo attraverso differenti esperienze motorie che non si limitano all’esecuzione di semplici esercizi, ma anche a mirati interventi che vanno a sollecitare sia abilità fino che  abilità grosso motorie in modo da stimolare una sempre maggiore coordinazione e da favorire l’autostima che contribuiscono allo sviluppo globale della persona.

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