Le conseguenze del COVID-19 sulla salute cognitiva

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L’infezione da Covid-19, acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19 è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus e conosciuta anche come malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2.

Numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato gli effetti multi sistemici dell’infezione da Covid-19, designandola non solo come un’infezione circoscritta a polmoni e alveoli polmonari ma, soprattutto nei casi più complicati, essa si configura come una vera e propria “furia attraverso il corpo”. Pertanto, gli organi coinvolti dal virus possono essere diversi: cuore e vasi sanguigni, occhi, naso, fegato, reni, intestino e cervello.

Circa il cervello, studi di neuroimaging hanno evidenziato la presenza di segni di encefalite (infiammazione dell’encefalo) con localizzazione temporale bilaterale in pazienti affetti da Covid-19 (M. Wadman, J. Couzin-Frankel et al., 2020) ma nel complesso, appare elevato anche il rischio di encefalopatia tossica infettiva o patologie cerebrovascolari con formazione di trombi che possono essere causa di ictus cerebrale. Sono state identificate due possibilità di invasione del Sistema Nervoso (SN) da parte del virus:

  • Via nasale, diretta ? il virus attraversa le cavità nasali e mediante il nervo olfattivo raggiunge il bulbo olfattivo nell’encefalo; con tale modalità di diffusione, la prima area target che potrebbe essere coinvolta è la corteccia orbitofrontale;
  • Via ematica, indiretta.

Inoltre, il coinvolgimento del SN nell’infezione da Covid-19, può essere anche conseguente ad un’ipossia (deficit di rifornimento di ossigeno) che a livello cerebrale può portare ad una grave compromissione con possibile disorganizzazione immunitaria, considerando la lateralizzazione emisferica del controllo della risposta immunitaria.

Una serie di lavori scientifici ha posto l’attenzione sull’analisi dei pattern neuropsicologici in pazienti con una complicata infezione da Covid-19. I risultati hanno evidenziato, innanzitutto, una marcata disfunzione esecutiva (o Sindrome Disesecutiva – DES), ossia, una compromissione delle funzioni esecutive descritte come funzioni che attengono alle nostre capacità di prendere decisioni, di valutare le conseguenze dei nostri comportamenti, di attivare strategie appropriate e inibire risposte inappropriate, di risolvere problemi e organizzare le azioni in sequenze gerarchiche di mete ed obiettivi.

Ad oggi, sembra essere il 33% dei pazienti affetti da Covid-19 (15 pazienti su 45) a sviluppare una Sindrome Disesecutiva, caratterizzata nello specifico da: deficit di attenzione, disorientamento, movimento scarsamente organizzato o pianificato.

La Sindrome Disesecutiva si accompagna a molteplici sintomi neurologici come vertigini, instabilità posturale, cefalea, alterazione dello stato di coscienza, alterazioni cerebrovascolari, atassia (disturbo della coordinazione dei movimenti), crisi epilettiche (generalmente più frequenti in pazienti giovani) e alterazioni del Sistema Nervoso Periferico (SNP), tra le più frequenti anosmia (perdita dell’olfatto) e ageusia (perdita del gusto).

Valutazioni neuropsicologiche effettuate su pazienti con infezione da Covid-19 hanno rilevato e confermato l’esistenza di un quadro cognitivo che correla con affaticamento mentale e lentezza dei processi cognitivi. Pertanto, è stato possibile stilare due profili cognitivi di pazienti con coronavirus:

PROFILO 1: DEFICIT COGNITIVO LIEVE

Le prestazioni ai test neuropsicologici sono più deficitarie nelle funzioni esecutive rispetto alle prestazioni nelle altre funzioni cognitive; questo profilo è molto frequente in pazienti paucisintomatici, ciò vuol dire che la scarsa presenza di sintomi tipici dell’infezione da Covid-19 non esclude la possibile presenza di deficit cognitivi.

PROFILO 2: SINDROME DISESECUTIVA

Le prestazioni ai test neuropsicologici si collocano tra un grado moderato e un grado grave con deterioramento cognitivo esteso alle funzioni esecutive, alle funzioni di memoria, di attenzione, alle funzioni visuo-spaziali con orientamento temporale e linguaggio relativamente conservati.

Alla luce di tutto questo, sarebbe auspicabile uno screening precoce per rilevare in tempo la presenza di deficit che esiteranno poi in una franca Sindrome Disesecutiva. Il potenziamento delle funzioni esecutive, in anticipo, potrebbe ridurre a medio termine l’impatto delle conseguenze da Covid-19 sulla Sindrome Disesecutiva.

Infine, ricapitolando, l’infezione da Covid-19 ha effetti diretti sul SN, con conseguenti sintomi neurologici e deficit cognitivi che richiedono nuovi interventi riabilitativi. Un training di potenziamento cognitivo e l’utilizzo di tecniche per la stimolazione cerebrale sono strumenti utili nell’ambito della neuroimmunomodulazione, sfruttando protocolli di neuromodulazione, per il potenziamento della risposta immuniaria. Per combattere le conseguenze negative del Covid-19 sul cervello di pazienti affetti, i professionisti della salute mentale aspirano all’utilizzo di una terapia digitale supportata da Test digitali e Serius Games, a cui si spera la sanità possa rispondere nei prossimi mesi.

 

Bibliografia

  1. Meredith Wadman, Jennifer Couzin-Frankel, Jocelyn Kaiser, and Catherine Matacic, 2020: A RAMPAGE THROUGH THE BODY The lungs are ground zero, but COVID-19 also tears through organ systems from brain to blood vessels, in Science Volume 368, Issue 6489
  1. Almeria, J.C. Cejudo, J. Sotoca, J. Deus, J. Krupinski, 2020: Cognitive profile following COVID-19 infection: Clinical predictors leading to neuropsychological impairment, in Brain, Behavior, & Immunity – Health
  1. Ardila, D. Lahiri, 2020: Executive dysfunction in COVID-19 patients, in Diabetes & Metabolic Syndrome: Clinical Research & Reviews Volume 14, Issue 5, September–October 2020, Pages 1377-1378 
  1. C. Sumner, A. Parton, A. V. Nowicky, U. Kishore, Y. Gidron, 2011: Hemispheric lateralisation and immune function: A systematic review of human research, in Journal of Neuroimmunology Volumes 240–241, 15 December 2011, Pages 1-12

 

Dott.ssa Alessia Capasa

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