“So-stare nel dolore, l’importanza dell’ascolto in psicoterapia”

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Nella sua “Disamistade” Fabrizio De Andrè afferma come “E per tutti il dolore degli altri è dolore a metà”, raccontando una delle esperienze umane più diffuse: quella di non sentirsi compresi nel proprio dolore.

Ripensa all’ultima volta in cui hai avuto un momento di difficoltà, hai chiamato un amico che ha iniziato a proporti una soluzione dopo l’altra, nonostante tu fossi ben consapevole della bontà delle sue intenzioni non ti sei sentito compreso.

“Soluzioni, quando basterebbe un abbraccio, parole quando basterebbe il silenzio. È la fretta di chi farfugliando qualcosa prova a dirmi cosa fare affinché io non stia male. È difficile prendere una sedia e sostare nel dolore? Accarezzandolo, senza dire nulla.” questo il messaggio inviatomi da una paziente dopo aver ricevuto l’ennesimo consiglio non richiesto.

Ecco allora che diviene evidente l’importanza dell’ascolto, quello psicologico si caratterizza per la totale assenza di giudizi; la persona è libera di raccontare ciò che più la fa soffrire avendo dinanzi a sé un professionista il cui obiettivo non è quello di condannare, ma di comprendere.

Spesso i film e le canzoni hanno creato nell’immaginario comune una serie di miti sul tipo di ascolto offerto dallo psicologo/psicoterapeuta e contemporaneamente sulle cose giuste o sbagliate da dire nella stanza della psicoterapia.

Dopo il primo colloquio potresti trovarti dinanzi ad una realtà diversa da quella romanzata, con un professionista in grado di accogliere le tue difficoltà e di concederti il tempo di cui hai bisogno.

Lo psicologo/psicoterapeuta ascolta le tue preoccupazioni, la tua sofferenza, in un contesto protetto (che è quello della relazione terapeutica), caratterizzato anche dalla presenza di “regole” dettate dal Codice Deontologico di appartenenza.

Non ci sono tabù o ferite troppo grandi da non poter essere condivise, né argomenti da evitare, ma c’è l’esperienza dello stare insieme, del “sostare”.

 

“Qual è la cosa di cui hanno più bisogno gli esseri umani?”

“Il desiderio sconfinato di essere ascoltati” (E.B.)

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